Il Tirreno

Le comunità religiose apuane: «Tutti insieme per la pace»

Camilla Di Maria
Le comunità religiose apuane: «Tutti insieme per la pace»

Alla marcia uno striscione per le donne afghane e un pensiero al popolo ucraino. «Impegniamoci sempre»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Tanti colori, disegni, un appello alle donne afghane. E tanta voglia di stare insieme. Ecco il “Viaggio per la pace”, lo slogan della Marcia Interreligiosa della Pace organizzata dall’Azione Cattolica della Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli, a cui hanno aderito le comunità religiose musulmana, evangelica metodista e ortodossa del nostro territorio, insieme alla Chiesa diocesana, oltre all’Accademia Apuana della Pace, Casa Betania, Caritas, Migrantes. «L’obiettivo di questo incontro - spiega Marco Leorin, presidente dell’Azione Cattolica - è di testimoniare, attraverso un evento pubblico, il nostro impegno comune per la pace. Questo evento è frutto di un cammino, perché con le altre comunità, nel corso dell’anno, svolgiamo dei momenti di incontro. Chiunque appartenga ad un percorso di fede promuove il bene e la pace: l’esperienza religiosa non potrà mai portare alla violenza, alla divisione o alla discriminazione. Spesso la religione – continua Leorin- viene usata come pretesto per atti negativi; ma questa non è la strada giusta e non corrisponde alla realtà: perché chi vive un’esperienza di fede non può promuovere azioni nocive».

Durante questo percorso – che come ha dichiarato Don Luca Franceschini, «vuole manifestare il nostro desiderio di camminare insieme e la collaborazione a livello locale, nonostante alcune differenze, con le altre comunità religiose» – sono stati compilati degli appunti di viaggio: pensieri e riflessioni, affissi, in un secondo momento, ad un grande diario di viaggio. Simbolo di questo incontro è stata la “Coperta della Pace”: nata il 10 aprile 2019 e presente in molte commemorazioni per non dimenticare e portare alla luce il messaggio di pace. «Andremo avanti con il nostro progetto», hanno assicurato Angela Maria Fruzzetti e Patrizia Fazzi.

Un pensiero anche al popolo ucraino, oltre che ai 70 paesi e oltre 800 comunità coinvolte in situazioni di guerre e conflitti.

Massimo Marottoli, rappresentante della comunità evangelica metodista, ha affermato: «Abbracciamo le realtà più diverse, dove adesso non c’è pace ed invochiamola». Poi è stata la volta di Joussef Goult, rappresentante della comunità musulmana che, dopo aver letto un versetto del Corano, ha spiegato: «L’Islam è una religione di pace, sia del cuore che della mente. L’uomo è così intelligente da aver creato una bomba atomica, ma non lo è abbastanza per sradicare il razzismo; il signore, però, ci invita nella pace e noi dobbiamo impegnarci per portarla nel mondo».

E il vescovo della Diocesi di Massa-Carrara, Gianni Ambrosio: «Questa marcia rappresenta solo un piccolo segno, ma ci dobbiamo impegnare, tutti i giorni, per camminare sulla strada della vita; dobbiamo liberarci dalla nostra prigionia e schiavitù e diventare dei costruttori di pace».

Come detto, da segnalare lo striscione di Giovanna Bianchi, tra i partecipanti, che riportava: “Le donne Afghane rEsistono”, perché «Da quando c’è stata la presa di potere dei talebani- spiega la signora Bianchi- porto nel cuore le mie sorelle. Sono una donna, una figlia e una madre e, come tale, non posso non pensare alle condizioni delle nostre sorelle che si trovano in una situazione difficile, nell’indifferenza del mondo. Questa è una vicenda lunga e complessa, ma nessuno merita di essere abbandonato; nel mio piccolo e per quanto posso fare voglio ricordare questa situazione al fine che anche loro possano nuovamente vivere nella pace».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini