Il Tirreno

Solo il 5% delle imprese ha controlli sulla sicurezza Numeri preoccupanti

David Chiappuella
Solo il 5% delle imprese ha controlli sulla sicurezza Numeri preoccupanti

Il convegno on line “Galileindustry 4.0 Safety edition” 

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CARRARA. «In Italia, attualmente, solo il 5% delle imprese viene sottoposto ai controlli relativi alla sicurezza sul lavoro. Questo avviene perché il numero di ispettori preposti a tali compiti è molto esiguo: la media è di uno ogni 5000 imprese».

Questi dati allarmanti, forniti dal nuovo direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Bruno Giordano, sono stati citati da Paolo Bruschi, presidente provinciale dell’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil in sigla), al convegno online “Galileindustry 4.0 Safety edition”, organizzato dall’Istituto di istruzione superiore “Zaccagna-Galilei”, presieduto dalla professoressa Marta Castagna, in collaborazione con Omron Eletronics Spa, azienda leader nell’automazione industriale.

Quest’anno la manifestazione, giunta alla quarta edizione, era incentrata sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e dedicata a Lorenzo Parelli, lo studente 18enne che ha tragicamente perso la vita durante l’ultimo giorno di stage per un corso professionale in un’impresa meccanica della provincia di Udine.

Tra i partecipanti Carla Galdino, dirigente del ministero dell’Istruzione, Andrea Nespoli e Salvatore Di Niquilo di Omron, Vincenzo Genovese dell’Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Biagini, responsabile del servizio prevenzione e protezione dello “Zaccagna-Galilei”, Giorgio Boni, coordinatore didattico Its La Spezia e Mirco Del Grande dell’Its Prime di Firenze.

A moderare gli interventi è stato Michele Di Benedetto, educational manager di Omron.

Quello della sicurezza lavorativa nel nostro Paese, è stato fatto notare, è un bilancio disastroso.

Nel 2021, infatti, sono morte in Italia 1404 persone per infortuni sul lavoro. Ben 695 di questi decessi sono avvenuti sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% rispetto al 2020. La Toscana, con 53 morti, è la terza regione italiana per numero di vittime.

A Massa-Carrara, secondo i dati dell’Inail, aggiornati allo scorso ottobre, ci sono state tre denunce di infortuni mortali (una in più rispetto al 2020) ed un aumento del 2,1% rispetto al solito periodo dello stesso anno (da 1.830 a 1.869) di denunce di infortunio, mentre le malattie professionali hanno raggiunto il più 25,4% (da 595 a 746).

«Purtroppo, -ha commentato il presidente provinciale dell’Anmil Bruschi- nonostante i sistemi di prevenzione che la tecnologia ci mette a disposizione, si continua a morire e ad infortunarsi come 50 anni fa. Qualsiasi legge volta a tutelare il lavoratore -ha proseguito- viene vanificata dai controlli inesistenti o insufficienti, da una mancanza di cultura della sicurezza, dall’idea di anteporre alla salute la fame di profitto». Durante il convegno è stato anche sottolineato che, ancora oggi, molti lavoratori non sono assicurati all’Inail o lavorano in nero.

«Abbiamo somministrato un questionario a nostri studenti, -ha riferito la preside Castagna- al fine di verificare le loro conoscenze nell'ambito della sicurezza sul lavoro. Le risposte sono state condivise e molto apprezzate dalla dottoressa Galdino. Il legame della scuola con il territorio, le imprese e la formazione deve essere forte ed imprescindibile dalla consapevolezza dei diritti e dei doveri. I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (la vecchia alternanza scuola-lavoro, ndc) -conclude la Castagna- aiutano a compiere una scelta consapevole in ambito lavorativo e formativo».

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