Il Tirreno

La città che cambia

Colonia Motta, parla il proprietario: «Già in corso la pulizia dell’area»

Chiara Sillicani
L’esterno della colonia Ettore Motta dove è in corso la pulizia dell’area
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L’esterno della colonia Ettore Motta dove è in corso la pulizia dell’area

Luigi D’Angelo ha incontrato l’amministrazione: un team apuano al lavoro per stendere il progetto

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MASSA. Architetti, ingegneri e geometri, tutti apuani, sono al lavoro. Intorno ad un tavolo ormai da parecchi settimane, stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli di un mega progetto che dovrebbe riconsegnare alla città – almeno nelle intenzioni di chi l’ha commissionato – uno dei gioielli architettonici del litorale, la colonia Ettore Motta.

A confermare la progettazione, tutta apuana, è l’imprenditore foggiano Luigi D’Angelo che la colonia l’ha acquistata lo scorso aprile, all’asta. La base d’asta – dopo le cinque precedenti andate deserte – era di poco più di 3,6 milioni di euro e l’offerta minima era di 2,7 milioni. È alla cifra di circa 3 milioni, infatti, che la società pugliese ha acquistato la ex colonia.

«Sono iniziati – fa il punto Luigi D’Angelo – gli interventi di pulizia, la prossima settimana cominceremo lo smaltimento del materiale, vera e propria immondizia, accumulato nell’area della colonia negli ultimi 30 anni. A marzo contiamo di realizzare alcune opere di ripristino dei solai per consentire poi i lavori in sicurezza all’interno degli immobili. Il nostro obbiettivo è arrivare al progetto definitivo in estate».

L’imprenditore pugliese è ottimista anche perché – spiega – ha trovato massima disponibilità all’ascolto e al confronto da parte dell’amministrazione comunale: «Ho già avuto tre incontri con il sindaco Francesco Persiani, le decisioni sulla colonia devono essere assunte in accordo con il Comune. Quello per il recupero della colonia è un piano attuativo che prevede l’adeguamento, da parte nostra, alle direttive comunali. Ma ribadisco che ho trovato massima disponibilità».

Sui dettagli del progetto l’imprenditore foggiano non si sbilancia e non solo perché i tecnici – ribadisce – stanno lavorando, ma anche perché qualsiasi aspetto deve essere vagliato – ed eventualmente comunicato – in accordo con l’amministrazione. Certo è, invece, quello che gli strumenti urbanistici consentono di fare nella colonia.

La Ettore Motta, infatti, rientra in un comparto che comprende anche la vicina ex colonia “Qui si sana”. Il regolamento urbanistico in quel comparto consente la realizzazione di un 50% di superficie alberghiero-ricettiva, un 25% di residenziale e un ulteriore 25% di servizi per le abitazioni e gli hotel. È prevista anche un’area verde a disposizione della collettività e un parcheggio retrostante la colonia. Queste le previsioni del regolamento, ai progettisti il compito, nel rispetto di quelle indicazioni e del valore storico architettonico della colonia, di immaginare uno spazio nuovo che sia occasione di rilancio e valorizzazione del litorale.

La colonia Ettore Motta è un’opera di importante valore storico: realizzata nel 1926, comprende diversi edifici per una superficie di oltre 35mila metri quadrati di cui circa 7mila coperti, mille di piscina scoperta, 12mila di aree scoperte circostanti gli edifici. Del complesso fanno parte anche 15mila metri di pineta. Nel 1926 l’edificio fu costruito dalla Edison, poi diventata Montedison e deve il suo nome a Giacinto Motta, l’imprenditore a capo del gruppo durante gli anni venti e trenta. Nel 1991 l’azienda proprietaria, la Farmoplant, divenuta Agrimont ha venduto l’immobile ad una società ligure. Da lì una serie di passaggi di proprietà. Fino all’asta, andata deserta per ben cinque volte.

Lo scorso aprile l’acquisizione e adesso un progetto in corso. Un segnale importante che si aggiunge ad un altro: il finanziamento pubblico, per circa 15 milioni, con le risorse di Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) dei lavori di riqualificazione della colonia comunale Ugo Pisa. Parte il pubblico, segue il privato, nella speranza che si metta in moto un effetto domino, per la riqualificazione di un tratto di litorale e di immobili di pregio.

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