Lutto
Careggia, prima nata dopo otto anni
Si chiama Rita ed è l’ultima di sette tra fratelli e sorelle. La piccola frazione ha appena una trentina di abitanti
Tresana. A complimentarsi, via Facebook, è il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, che quella coppia così affiatata ha anche sposato: «Dopo tanta sofferenza e tanti addii è arrivata la prima gioia, la prima neonata dell’anno nel nostro Comune. Si festeggia a Careggia: benvenuta Rita». La nascita, avvenuta giovedì sera, 27 gennaio, è la prima dopo otto anni nella frazione abitata da una trentina di persone. E la storia di Rita, della sua mamma Sabrina Cecchini e del suo papà Claudio Bragoni è di quelle che non si fanno dimenticare.
«L’ultimo bambino nato nella frazione è stato il figlio della padrona della nostra nuova casa», racconta mamma Sabrina, ancora in ospedale. Già. Perché Rita è la settima figlia di un matrimonio che per entrambi i coniugi è il secondo, unione che ha visto poi crescere insieme i figli di entrambi con i tre che la nuova unione ha aggiunto. «Abitiamo a Careggia da poco, solo da dicembre», continua Sabrina: «Arriviamo da Aulla dove pagavamo un affitto esorbitante. Poi, a novembre dello scorso anno, è venuta a mancare mia madre e abbiamo dovuto scegliere una casa più economica come affitto. Difficile da trovare perché tutti ci dicevano che eravamo in troppi. Alla fine, ho messo un post sul gruppo di Steve Nulla (L’Ululato di Aulla) e una signora mi ha contattato proponendo la propria casa, dove viviamo adesso».
E dove il primo febbraio approderà Rita, che ci chiama così «perché è stata concepita il giorno di Santa Rita», spiega la mamma. Che ha dovuto partorire da sola: «È andato tutto bene, anche se due domeniche fa ho scoperto di essere positiva al Covid dopo avere avuto la febbre».
Lei 43 anni il prossimo agosto e lui 50 a settembre, Sabrina, ridendo, assicura: «Rita è l’ultima, di sicuro». Arrivata dopo il fratellino che ha solo due anni e mezzo e prima di lui la donna aveva visto interrompersi, drammaticamente, una gravidanza arrivata alle ventiduesima settimana. «Rita è il segno della forza e della speranza», continua la madre: «L’abbiamo cercata volutamente dopo il mio terzo aborto, seguito alla nascita del penultimo figlio. Ma sarà sicuramente l’ultima».
Anche perché – sottolinea Sabrina – «lavora solo mio marito e in Italia gli aiuti per le famiglie numerose, come è la nostra, sono davvero ridotti a zero. E lo dico perché lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e soprattutto su uno dei nostri bambini che ha una disabilità importante».
Nonostante tutto, però, di sè, della sua famiglia, di suo marito Sabrina consegna questa immagine: «Io sono sempre stata una combattente e devo dire che Claudio mi aiuta sempre. Lui fa davvero tanto».
E chissà che comitato di accoglienza sta preparando tutta la “banda” in cui entra a fare parte la piccola Rita, in vista del ritorno a casa di mamma Sabrina e ultima sorellina. Quella che è voluta nascere a tutti i costi, nonostante gli aborti, nonostante i lutti, nonostante il virus. E, allora, è davvero il caso di dirlo: benvenuta al mondo, piccola grande Rita.
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