Il Tirreno

L’inchiesta 

Colpi a ripetizione sul litorale massese, furto in villa da 200mila euro

Luca Barbieri
Colpi a ripetizione sul litorale massese, furto in villa da 200mila euro

Tre giovani a processo: due accusati di ricettazione e uno di furto aggravato. Rubate borse e chiavi nelle auto per poi entrare nelle case

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MASSA. Il modus operandi in più di un’occasione si ripete. Il primo furto in una macchina si traduce in passe-partout per il secondo, quello più sostanzioso, nell’abitazione del proprietario dell’auto.

Così succede che a fine settembre scorso – il 27, le date sono importanti –, nella Ronchi “bene”, in via Livorno, strada principalmente residenziale, mentre scarica la spesa a pochi metri da casa sua a una signora vengono portati via dalla macchina oltre 500 euro dalla borsa. Passano pochi giorni, è il 30 settembre, e questa volta dall’auto si passa alla casa della signora: oltre duecentomila euro portati via tra gioielli, contanti, capi d’alta moda, beni di lusso, tra cui un orologio Rolex e un altro a marca Gucci.  E adesso, per la ricostruzione degli inquirenti, dietro a questi due furti ravvicinati la tesi è quella che ci sia una linea pronta a unire altri episodi denunciati a Roma, Viareggio, Forte dei Marmi, Montignoso, ma soprattutto Massa.

L’inchiesta

Il giudice per le indagini preliminari, Dario Berrino, ha disposto il giudizio immediato, su richiesta del pubblico ministero Marianna Di Palo, il 21 gennaio scorso nei confronti di Patrick Marin (difeso dagli avvocati Camillo Bongiorni e Bruno Salernitano) – nato e residente a Fiorenzuola D’Arda, nel Piacentino, di 25 anni. Nei suoi confronti le accuse sono di furto aggravato in abitazione e indebito utilizzo di un postamat; gli sono contestati, come vedremo, due furti in auto, tre in casa e l’utilizzo come detto di un postamat.

Il 28 ottobre 2021 è stato inoltre chiesto lo stesso giudizio immediato anche nei confronti di Steven Grisetti (difeso dagli avvocati Salvatore Calandra e Francesco Vetere) – anche lui nato a Fiorenzuola D’Arda e residente a Massa, 24 anni – e di Sheriling Comelli (difesa dall’avvocato Alessandro Compagno), 24 anni, nata a Lucca e residente ad Altopascio. Per loro le accuse sono invece di ricettazione e di violazione della normativa sulla detenzione delle armi, perché nella loro casa venivano trovate cinque pistole, numerose cartucce (frutto di furto), oltre a refurtiva preziosa risultata rubata.

Tutti e tre sono oggetto di misure cautelari: i primi due attualmente in carcere a Massa; mentre l’altra è sottoposta all’obbligo di dimora con permanenza notturna e obbligo quotidiano di presentarsi alla polizia.

Il filo si riavvolge quando il 27 ottobre 2021 gli agenti della squadra mobile di Massa, a seguito delle varie denunce, dopo indagini tra tabulati telefonici, sopralluoghi, accertamenti, fotografie e video, verbali, perquisiscono le due abitazioni (di Marin e quella di Grisetti e Comelli) e procedono al sequestro di una lunga lista di oggetti di cui i proprietari avevano denunciato il furto in precedenza. Ci sono pistole, bracciali di valore, orologi, ma anche un ciondolo d’oro che risulta rubato alla signora di via Livorno in quel maxi-furto, extra lusso da un valore complessivo di duecentomila euro circa. È qui che i tasselli di Grisetti e Comelli – accusati come detto di ricettazione – si uniscono a quello di Marin, accusato invece di furto e furto in abitazioni con circostanze aggravanti. Si parte nella ricostruzione dell'accusa con quello del 27 di settembre scorso, nella macchina di via Livorno, a cui segue tre giorni dopo quello nell’abitazione: dieci paia di orecchini, bracciali, gioielli, anche un phon di marca da varie centinaia d’euro.

Il maxi furto

Per entrare nell’abitazione, questo sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, Marin avrebbe danneggiato la porta d’ingresso. Poi si sarebbe concentrato sugli oggetti di valore: dalla borsa in coccodrillo fino alla serie di orologi dalle marche più pregiate. Il 6 ottobre, invece, a distanza di una decina di giorni, avrebbe fatto visita a un’altra abitazione, sempre su Massa, in centro: qui il bottino sembra più contenuto, come emerge dagli atti, con capi d’abbigliamento e anche un computer portatile. Un paio di settimane ed ecco un’altra auto. È il 24 ottobre, a Montignoso, spaccando il finestrino davanti.

Ma nell’operazione sarebbe riuscito a prendere anche le chiavi dell’abitazione dei proprietari dell’auto per poi andare a svaligiarla, forzando la cassaforte e prendendo la carta per poi passare a ritirare in cinque minuti, nel primo pomeriggio dello stesso giorno, 1200 euro dall’Atm dell’ufficio postale dei Ronchi (in questo caso l’accusa è quella di indebito utilizzo di carte di pagamento).  Pochi giorni e il 27 ottobre si ferma la corsa: è in quella data che, a seguito delle indagini, la squadra mobile ferma e arresta i tre.

Nel prosieguo delle indagini preliminari, il magistrato Marianna di Palo ritiene di avere elementi sufficienti per poter chiedere il giudizio immediato; richiesta concessa dal gip Dario Berrino, come detto.

L’udienza è fissata per il 20 luglio prossimo davanti al tribunale di Massa.

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di Redazione web