Il dolore
Una discarica a cielo aperto e la ex scuola cade a pezzi
Il paese deve fare i conti con i “furbetti” che portano i propri sacchetti da Carrara «Vogliamo le telecamere, Nausicaa fa il suo dovere, ma gli altri sporcano»
carrara. Scatoloni, caldaie, sacchi neri, robe vecchie, persino materiali edile come mattoni e calcinacci. Non ci troviamo in una discarica qualunque, ma in quella abusiva del parcheggio di Codena, più volte protagonista dello sdegno dei residenti. Una discarica abusiva nel cuore del paese, una piazza di scarico per tutti i furbetti della spazzatura che non hanno la tessera per i bidoni intelligenti attivi in città.
E a farne le spese è il decoro del paese di Codena. Perché dicono in coro i paesani “non siamo noi a creare il degrado”. Anche se agli occhi dei numerosi turisti diretti alle cave potrebbe sembrare il contrario. Per questo i paesani tornano a chiedere telecamere come deterrente contro lo scarico incondizionato dei rifiuti, che raccontano avvenga a tutte le ore del giorno e della notte.
Il problema delle discariche abusive non riguarda solo Codena, ma un po’ tutti i paesi in generale, in particolare quelli come Codena e Miseglia bassa, raggiungibili in pochi minuti d’auto o di furgone. Noi siamo andati sul posto.
Ecco ci hanno detto i residenti a cominciare da Cinzia Bertani: «il problema principale del paese è la discarica del parcheggio. È una cosa indegna. Nausicaa viene regolarmente, e il lavoro gli operai lo fanno eccellentemente, questo ci tengo a precisarlo, ma non fanno in tempo a togliere la spazzatura che la riportano. E non sono i paesani a sporcare, è tutta gente che viene da fuori. Il problema è aumentato a dismisura da quando a Carrara hanno messo i bidoni con la tessera. Lo si vede dai bidoni che sono zeppi di sacchetti a cominciare dalla zona del Pappagallo, e così fino in paese. È una questione di decoro e ci perde d’immagine l’intero paese – conclude Cinzia – perché quando i turisti che vanno alle cave si fermano in paese, penseranno che siamo un paese incivile, ma noi non siamo così».
A Codena incontriamo poi Tiziano Baldi, presidente della Pro – loco Codena e responsabile Coni di Carrara: «sono due anni che dal comune dicono di aver ordinato le telecamere e stanno arrivando – esordisce – e cosa gli stanno facendo fare alle telecamere? Il cammino di Santiago? Ci auguriamo che nell’ultima spesa per le telecamere ci siano anche quelle per il paese di Codena. Sono l’unico sistema per evitare di avere una discarica in paese. Ci auguriamo le mettano al più presto perché siamo stanchi di tutta questa sporcizia». Oltre alla discarica nel parcheggio i residenti hanno molto a cuore anche la ex scuola, ormai ridotta un rudere.
Ce lo racconta Carolina Maggiani: «la scuola – dice- è stata chiusa dopo la scossa di terremoto del 1997, e qualche anno dopo è stata dichiarata inagibile. Da allora nessuno ci ha più messo mano ed è ridotta come potete vedete. Il tetto è sfondato, ci sono grosse crepe nei muri, le finestre sono aperte e nelle aule ci sono cresciute le erbacce. Vederle così ci mette tristezza. Sarebbe il caso di demolire la scuola e farci un parcheggio, visto che i posti auto sono pochi. Almeno si eliminerebbe il degrado. Così come è non è utile a nessuno ed è pericolosa».
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