Il Tirreno

La risposta ad albergatori, ambientalisti e commercianti 

«Scalo concausa di erosione» La frase allarma le associazioni

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Carrara. Il presidente dell’Autorità portuale Mario Sommariva ha risposto nei giorni scorsi alla lettera via pec del 23 dicembre dei Paladini Apuoversiliesi e firmata da tredici associazioni di Forte dei Marmi, Montignoso e Massa: balneari, alberghi, commercianti, camping. «Lo scopo del nuovo piano è quello di garantire lo sviluppo del porto apuano, come fortemente richiesto da operatori e categorie economiche di varia natura, oltre che dallo stesso Comune di Carrara, senza tuttavia arrecare alcun pregiudizio all’ambiente. Non è pertanto nelle intenzioni di questo ente realizzare un ampliamento del porto che conduca a un inasprimento dei problemi erosivi della costa o della foce del torrente Carrione, da voi paventati con comprensibile ansia. Per questo motivo, sin dall’inizio, lo studio è stato improntato a individuare solo opere strettamente necessarie, senza alcuna espansione oltre il torrente Carrione che, quindi, non è in alcun modo interessato dalle previsioni di futuro prp, e senza introduzione di opere che amplifichino il processo erosivo innestato dal porto. Processo erosivo della costa, va detto, che è determinato nel caso in esame anche dall’effetto deleterio nel tempo dei tantissimi interventi distribuiti lungo la stessa e nel loro insieme a volte mal concepiti, effetti questi che nulla hanno a che vedere col porto di Carrara, che pertanto è concausa, non causa unica. Tutto ampiamente e facilmente dimostrabile», scrive Sommariva in un’ampia lettera. E su quest’ultimo concetto che intervengono i Paladini: «Già questa – dice Orietta Colacicco, la presidentessa – è un’affermazione forte, messa per iscritto per la prima volta che io ricordi, ma non si può negare che il porto di Carrara abbia la responsabilità primaria». E aggiungono: «Le fotografie dei primi del ‘900 e degli anni ’30 dimostrano il velocissimo sorgere del fenomeno erosivo subito dopo la realizzazione del porto e allora non si era ancora dato il via alle sopra citate opere di mitigazione». Mentre sulle opere, aggiunge Colacicco, è «una affermazione ancora più forte che mette in risalto la pericolosità di opere di ampliamento, visto che l’erosione è già in atto, ed è per questo che abbiamo chiesto studi, prove, calcoli che dimostrino che non porteranno ulteriore erosione». E poi la chiosa, nell’altrettanto articolata nota in risposta alla lettera del presidente che, a sua volta, rispondeva alle perplessità delle tredici associazioni sul piano regolatore portuale: «A noi sta a cuore l’intero comprensorio apuoversiliese e il porto di Carrara è il porto del territorio apuoversiliese, cui deve rapportarsi in senso sostenibile, senza arrecare danno alcuno o ulteriore. La costa vive di turismo, dando lavoro a più di quindicimila addetti, oltre a quelli numerosi dell’indotto, in funzione dell’esistenza della sua spiaggia. Tempo fa, il presidente Sommariva aveva detto che senza ampliamento il porto muore, noi diciamo che senza spiaggia muore tutto il comprensorio apuoversiliese», scrivono chiedendo un incontro il prima possibile.

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di Redazione web