Il Tirreno

Marmo e progetti: «Sicurezza e filiera sono già garantite»

La replica deI cinque stelle A ITALIA NOSTRA 

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Carrara. Sicurezza idrogeologica, tracciabilità, tempi e progetti. Il gruppo consiliare pentastellato e il presidente della commissione marmo Stefano Dell’Amico replicano punto su punto alla sezione apuo-lunense di Italia Nostra intervenuta nuovamente sul testo che detta il perimetro a quei progetti chiamati a sua volta a calibrare l’incremento del periodo transitorio disciplinato dall’articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi. Dell’Amico in una nota molto ampia parte dal rischio idrogeologico che «è appunto trattato in maniera molto esaustiva nei Piani attuativi dei bacini estrattivi» che devono «regolamentare la tutela ambientale e paesaggistica tramite le autorizzazioni all’escavazione». «Non saranno sfuggite le numerose tutele ambientali inserite da questa amministrazione nelle norme tecniche attuative», si fa notare allegando una corposa lista. Non è questo, sintetizziamo i concetti dal Movimento Cinque Stelle, il testo dove parlarne, dunque: «Lo abbiamo dimostrato inserendo nell’articolo 2 comma 4 la non ammissibilità degli interventi obbligatori nei progetti di coltivazione. Sarebbe, a nostro avviso, un errore e un regalo alle imprese accettare riferimenti alla gestione dei derivati nei progetti ammissibili». Poi la filiera: «La regolamentazione dell’aumento temporale legato alla filiera locale, è ben specificato e normato nel principale regolamento per la concessione degli agri marmiferi comunali» e «inoltre la richiesta del piano economico finanziario è d’obbligo all’articolo 6». E si arriva ai tempi e alle modalità di presentazione dei progetti di interesse per il territorio e dei documenti necessari per la stipula della convenzione: «Ci preme innanzi tutto evidenziare che riteniamo non riportare concetti e normative già chiare nei principali atti di governo dei bacini estrattivi come la ricognizione e il principale regolamento per la concessione degli agri marmiferi comunali. Il principio o il riconoscimento post sentenza della natura pubblica delle cave, è trattato infatti sia nell’atto di ricognizione sia all’articolo 2 comma 2 del regolamento agri». «Per quanto riguarda l’applicazione del codice degli appalti – si aggiunge – l’intento e l’indirizzo di questo disciplinare per favorire la realizzazione di progetti di interesse generale con ricadute in termini di occupazione, ambiente e infrastrutture, non può essere così tranchant sullo studio di fattibilità. L’analisi dei progetti presentati, la completezza della documentazione, relativi controlli e penali sono stati inseriti e ben descritti negli articoli 7 e 8 di questo atto».

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