Il dolore
Lavori al Cocombola 5 a processo: c’è anche un dirigente comunale
Massa. Secondo la Procura, ognuno per le proprie competenze, consentirono o "non evitarono" l'interramento di inerti, in maniera illecita, all'interno di alcuni terreni adiacenti al Fosso Cocombola, durante i lavori appaltati per la sua grande messa in sicurezza idraulica e per questo sono finiti a processo, direttori dei cantieri, titolari della ditta appaltatrice, proprietari di terreni e anche il dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Massa, perché all'epoca dei fatti contestati figurava quale Rup, ovvero responsabile unico del procedimento, figura obbligatoria all'interno della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ieri pomeriggio in Tribunale a Massa si è svolta la terza udienza del processo sui lavori al Cocombola, e sono stati ascoltati alcuni testimoni dell'accusa tra cui i carabinieri della Forestale di Massa-Carrara, che all'epoca indagarono sulla presenza di inerti e rifiuti (catalogati come non pericolosi) all'interno di alcuni terreni adiacenti al Fosso Cocombola; terreni che furono interessati dagli interventi di sistemazione idraulica del fosso, pur non essendo direttamente collegati agli interventi. I carabinieri della Forestale hanno ripercorso le tappe delle indagini, partite a seguito di esposti e denunce di cittadini che ad ogni pioggia vedevano i propri terreni allagarsi, dando la colpa proprio ai lavori di messa in sicurezza del Cocombola, che si erano svolti dal 2015 al 2016. Ed è durante alcuni sopralluoghi, e dopo aver ricevuto anche alcune segnalazioni di "anomale movimentazioni di terre" che i carabinieri avrebbero deciso di controllare un terreno disboscato durante i lavori, grande circa 2.500 metri quadrati, adiacente al fosso. Così si cominciò a scavare, ricordano i testimoni, alla ricerca di rifiuti che si presumeva fossero stati interrati nel 2015 in maniera illecita, non smaltiti correttamente. Durante le indagini emersero differenti tipologie di rifiuti, per un volume stimato di circa 2.000 metri cubi: una discarica di inerti. L'inchiesta si chiuse e furono rinviati a giudizio 5 indagati. A processo oltre al dirigente del Comune di Massa Fernando Della Pina (chiamato in causa, come detto, perché responsabile unico del procedimento dei lavori al Cocombola) ci sono anche Andrea Gorini, legale rappresentate della Coaf, la ditta lunigianese a cui il Comune appaltò i lavori; il direttore dei cantieri Laura Bondielli e i proprietari del terreno in cui furono ritrovati i rifiuti, che secondo l’accusa potrebbero aver avallato il loro interramento, Maria Giuseppina Francesconi e Pietro Angeloni.
Manuela D'Angelo
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