Sicurezza
Psi e Italia Viva sulla Arrighi, l’appoggio è in stand-by
Per ora non sosterranno la candidata del Pd, a differenza di Azione e repubblicani Piace l’idea di un “big” capace di trainare il blocco centrista fino al ballottaggio
Carrara. Una lista, senza simboli pronti a rimandare a partiti. Un’operazione simile a quella fatta da Carlo Calenda per le elezioni romane con la quale aveva sfiorato il 20 per cento, arrivando terzo. Una lista che si possa inserire nelle divisioni che caratterizzano tutta la geografia politica carrarese – sia nel centro destra, sia nel centro sinistra – e capace, questo nelle intenzioni, di strappare il ballottaggio con un nome forte, un big. È questa la strategia che trapela dal cosiddetto centro e dal polo riformista. Un polo, quest’ultimo, dimezzato rispetto al tavolo inaugurale del maggio scorso, con Azione e il Partito Repubblicano “passati” nelle ultime settimane nella coalizione di centro sinistra capeggiata dal Pd che sostiene la candidatura di Serena Arrighi, imprenditrice 49enne carrarese presentata ufficialmente dal quartier generale “dem” a Ca’ Michele, sabato scorso. A sostenerla, oltre al Pd, i Giovani democratici, Azione e repubblicani, appunto, ma anche Sinistra civica ecologista, il Movimento giovanile della sinistra e Sinistra Italia, come abbiamo scritto. Una coalizione che si è presentata a meno di 24 ore dall’altra, sempre all’interno del pianeta del centro-sinistra carrarese per cercare di orientarsi nella mappa verso le prossime elezioni, con Movimento Cinque Stelle, Articolo Uno e Rifondazione comunista. Nessun nome ufficiale, per quest’ultimo gruppo, anche se potrebbe essere un testa-testa tutto al femminile tra l’assessore al sociale Anna Galleni e l’imprenditrice Margherita Dogliani.
E il polo riformista? Ebbene, se dal Psi avevano già fatto capire che forse la soluzione migliore per “correre insieme” al Pd sarebbe stata quella delle primarie palesando le perplessità sul nome di Arrighi e sono in corso le valutazioni, bocche ancora cucite all’interno di Italia Viva dove però il nome di Arrighi al momento non convincerebbe del tutto in vista delle prossime amministrative all’ombra delle Apuane e da dove potrebbe spuntare quel nome “forte” in grado di rispondere alla strategia “dell’operazione Calenda”, prendendo in prestito l’esempio romano. Tra questi resta in piedi, seppur non così scontata per varie ragioni, l’ipotesi che porterebbe al deputato Cosimo Maria Ferri.
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