Il Tirreno

La sezione apuo-lunense di Italia nostra  

Progetti dal marmo per la città «Ecco però a quali condizioni»

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Carrara. La sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra torna ancora una volta su quel testo, parafrasando i passaggi burocratici, sulla Disciplina di attuazione per l’applicazione dell’articolo 21 del Regolamento per la concessione degli Agri marmiferi: quell’articolo che regola il periodo transitorio e che prevede incrementi temporali a fronte anche di progetti, appunto, presentati dalle imprese per la città. E il regolamento sul quale da Italia Nostra sono intervenuti più volte nelle ultime settimane è proprio quello che stabilisce il perimetro dei progetti. Ed ecco allora che dalla sezione apuana dell’associazione fissano in una manciata di punti, nella lettera inviata direttamente a palazzo civico, che dovranno per loro essere presenti all’interno del testo che raggiungerà il consiglio comunale prossimamente. Si parte dal capitolo della sicurezza e della gestione del rischio idrogeologico, per cui, scrivono, «i progetti ammissibili sono subordinati alla riduzione del rischio idrogeologico». E ancora: «Il concessionario opera lo smaltimento del materiale incoerente depositato all’interno del sito estrattivo che rimuove con cadenza annuale (nel periodo massimo di dieci anni) redigendo il piano straordinario di gestione terre e detriti, sottoposto a verifica dello stato dei luoghi. Il Comune – si aggiunge – predispone l’archivio informatico del materiale incoerente depositato nei siti estrattivi, richiedendo al concessionario una fideiussione di scopo pari all’importo dei costi di smaltimento del materiale presente, da escutere con potere sostitutivo, in caso di inadempienza, alla verifica annuale dei quantitativi previsti non rimossi». Dalla sicurezza si arriva al tema della tracciabilità dei blocchi con gli incrementi che potranno scattare, secondo i suggerimenti dell’associazione, «esclusivamente a seguito della presentazione di un piano economico finanziario che intende avvalersi della filiera locale subordinato a un metodo di tracciamento del prodotto estratto e lavorato in filiera corta convenzionato con l’amministrazione». Poi si passa alla convenzione, quella che ha incassato proprio nei giorni scorsi una proroga al 30 aprile della scadenza per la presentazione: «La documentazione prodotta per la stipula della convenzione (comprensiva di un piano economico finanziario che intende avvalersi della filiera locale subordinato a un metodo di tracciamento del prodotto estratto e lavorato in filiera corta convenzionato con l’amministrazione) potrà essere rivista e corretta prima della sottoscrizione della convenzione, anche sulla base degli esiti dei risultati della valutazione dei progetti, delle richieste degli uffici e del Nucleo di Valutazione», precisano. E chiosano: «L’amministrazione comunale valuta tecnicamente il progetto di fattibilità delle opere da eseguire con l’indicazione del tempo massimo nel quale devono essere completate e il piano economico finanziario, disciplinando anche le conseguenze derivanti da inadempienze del concessionario, comprese le penali e i poteri sostitutivi».

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