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Don Marino Navalesi: «Guarito in pochi giorni grazie al vaccino»
A distanza di quattordici mesi don Marino Navalesi, parroco di San Pietro ad Avenza, ha contratto e sconfitto il Covid per la seconda volta
Carrara. L’annuncio arriva nella serata di sabato 22 gennaio, sui social. Da quella pagina Facebook della parrocchia di San Pietro ad Avenza con la quale aveva comunicato d’altronde la positività al Coronavirus, quella più recente, e quella del novembre 2020, con tanto di ricovero che aveva tenuto in apprensione l’intera comunità. Contenuti ben diversi, invece, nell’ultimo messaggio: «Cari amici, eccomi di nuovo e questa volta per dirvi che sono guarito. Nulla a che vedere con quello che mi è successo un anno fa. Grazie al vaccino e alla costante cura e presenza degli amici medici me la sono cavata con poco anche se non vi nascondo la grande paura che mi ha assalito subito dopo avere fatto il tampone. Voglio ringraziare tutti voi che con telefonate, messaggi e tante preghiere mi avete fatto sentire il vostro affetto e la vostra vicinanza. Vi stringo tutti in un riconoscente abbraccio». Poche righe, firmate da don Marino Navalesi che incassano ovviamente la pronta reazione dei social, a suon di commenti a salutare la bella notizia.
«Alla fine ho avuto soltanto una notte di febbre», racconta poche ore dopo al Tirreno don Marino che ha contratto e sconfitto il Covid per ben due volte in quattordici mesi, poco più. La prima volta era il novembre del 2020, quando si era reso necessario il ricovero in terapia intensiva a Livorno e poi all’ospedale della Versilia per la riabilitazione. Insomma, un lungo percorso, con i continui aggiornamenti che arrivavano passo dopo passo proprio dalla pagina Facebook della parrocchia. Una decina di giorni fa quel tampone positivo, di nuovo, a distanza di poco più di un anno: «Repetita iuvant e io aggiungerei sed scocciant», scriveva. «Lo ammetto, ho avuto paura – ci spiega ancora il parroco –, complice il ricordo dell’anno scorso; poi la malattia colpisce ognuno di noi in maniera diversa, quindi non ero del tutto rincuorato nonostante sentissi di una sintomatologia più lieve di questa variante Omicron. Però alla fine, dopo una nottata di febbre, ho trascorso tranquillamente il resto del periodo di isolamento fino al successivo tampone negativo», continua.
Ieri mattina, domenica 23 gennaio, il don era nella sua parrocchia a celebrare la messa, nella quale – inevitabilmente – ha parlato anche della recente esperienza. «Il vaccino è stato decisivo – traduce in un esempio plastico, il suo, l’appello alla vaccinazione –, ho contratto il virus e ho avuto ben poco, superando il periodo con una febbre durata qualche ora. Non c’è alcun paragone rispetto a quella che è stata la mia esperienza l’anno scorso, per questo dico grazie al vaccino», aggiunge. Ma i ringraziamenti non finiscono qui: «Ho ricevuto centinaia di messaggi: tantissime persone hanno pregato per me, mi hanno mandato messaggi d’affetto e di vicinanza. Così come vorrei ringraziare i medici che mi hanno seguito. Ho avuto l’ennesima dimostrazione d’affetto», conclude.
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