Sicurezza
Così Alì Piccinin diventa una statua
Domattina l’inaugurazione con le autorità algerine dell’opera dedicana al mortegiano che diventò un pascià
Massa. Finale a sorpresa per la storia di “Alì Piccinin. Un mortegiano pascià di Algeri”, il libro scritto da Riccardo Nicolai che narra le avventure di un abitante del Mirteto rapito dai corsari 500 anni fa e diventato Pascià dopo mille peripezie. Un libro preceduto da numerose ricerche storiche. Domani, lunedì 24 gennaio alle 10,30 infatti, nella piazzetta Palma, la dirigente scolastica dell’omonimo Liceo Artistico e Musicale Ilaria Zolesi, riceverà in compagnia delle principali istituzioni locali l’Ambasciatore di Algeria in Italia, S.E. Abdelkrim Touahria e il Console Generale di Algeria a Milano Madame Nassima Hocine, in occasione dell’inaugurazione della statua dedicata ad Alì Piccinin che verrà poi installata al Centro delle Arti e della Cultura ad Algeri in primavera. Il progetto di realizzazione della statua, ideato dall’insegnante di Arti Figurative del “F.Palma” Paolo Della Pina, in collaborazione con lo scrittore Riccardo Nicolai, è rientrato nelle attività previste dal Pcto (Percorsi per le competenze trasversali), l’alternanza scuola-lavoro curata anche dalle professoresse Patrizia Mannini e Claudia Leporatti, che ha potuto contare (tra gli altri) sulla collaborazione del laboratorio Mosti Art Sculptures, degli Studi d’Arte Cave Michelangelo e del sostegno della Fondazione Marmo onlus. La statua è stata scelta sulla base di uno dei 45 bozzetti, a libera interpretazione sul personaggio di Alì, realizzati dai ragazzi del triennio del Liceo ed esposti a Palazzo Ducale, tra i quali l’ex-ambasciatore algerino durante l’evento del 17 giugno ha scelto quello di Giulia Vatteroni, alunna della VA. Da quel momento tutti gli studenti hanno lavorato sul bozzetto e concretamente, presso il laboratorio di Alessandro Mosti (Indian) di via Tinelli sotto la supervisione del Prof.Della Pina, hanno rifinito la statua alta 3,10 m, che verrà inaugurata domattina lunedì prossimo alle 11.30 alla presenza delle autorità algerine.
Riccardo Nicolai, quando ha scritto il romanzo si sarebbe mai immaginato questo successo?
«Nel 2015 mi trovavo ad Algeri per gli ultimi ritocchi al romanzo. Seduto all’interno del Palazzo del Rais, il luogo dove crebbe Alì dopo il rapimento, ho come avuto una visione di ciò che sarebbe accaduto a breve: la stampa del libro, la sua traduzione in francese e la pubblicazione in Algeria, la realizzazione della pièce di teatro (da parte del regista Alberto Nicolai) sia a Massa che ad Algeri organizzata dalla Ambasciata italiana. Ora siamo a questo tributo con la statua».
Secondo lei, come mai tanto interesse da parte dell'Algeria?
«L'interesse che l'Algeria mostra ad Alì è dovuto al fatto che è un personaggio storico, uno dei più autorevoli della storia della Reggenza Barbaresca di Algeri (1516-1830). Tutti sapevano che era un rinnegato italiano, ma nessuno sapeva che era di Mirteto di Massa. L'uscita del romanzo in Algeria e la messa in scena dello spettacolo al teatro di Alger Centre ha schiuso agli algerini un mondo da mille e una notte».
Cosa prova a vedere che un suo personaggio diventa statua?
«Con questa iniziativa posso affermare che Alì tornerà ad Algeri, la città che lui ha tanto amato e dove lui è cresciuto con l'amore che ricevono i figli. Tornerà ad Algeri, al Palazzo dei Rais-Bastion 23, e stavolta sarà per sempre».© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
