Il Tirreno

marina 

Protesta degli ambulanti al mercato «Costretti in vie periferiche, ora basta»

Camilla Di Maria
Protesta degli ambulanti al mercato «Costretti in vie periferiche, ora basta»

Gli operatori di via Zini e via Mazzini chiudono il banco. Pronti anche a manifestazioni eclatanti e a fermare il traffico

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MASSA. A Marina sono arrivati, come ogni venerdì, di buon mattino, ma il loro banco non l’hanno allestito, l’hanno lasciato chiuso. Per protesta. Perché – spiegano – da lungo tempo chiedono di essere spostati dalle “periferiche” via Zini e via Mazzini per essere inseriti nel percorso del mercato. E il Comune – aggiungono – si era pure impegnato allo spostamento, ma i loro banchi nelle centrali piazza Betti e via San Leonardo non sono mai arrivati. «Il Comune – spiega Barbara Peselli – ci ha esibito una mappa del mercato e chi ha chiesto di scegliere lo stallo in cui sistemare il banco, per motivi che non conosciamo, la mappa è stata però modificata, cambiando di fatto tutte le posizioni. Sono molti anni che ci troviamo in questa situazione e chiediamo di cambiare».

Sul tema lo scorso marzo Anva Confesercenti e Fiva Confcommercio hanno avuto un incontro con l’amministrazione durante il quale è stato formalizzato lo spostamento dei banchi da via Zini e via Mazzini, per essere inseriti nel percorso commerciale del mercato. «Dopo quell’incontro – ricorda Adriano Rapaioli di Confesercenti – abbiamo ringraziato pubblicamente l’amministrazione per aver accolto le richieste degli operatori ma, a distanza di un anno, non è cambiato niente. In un periodo di così forte difficoltà, dovrebbero essere più attenti ad ascoltare le esigenze della categoria». Anche Galileo Grossi, presidente della Fiva Confcommercio, sottolinea che «l’amministrazione, quando si assume degli impegni, deve mantenerli: altrimenti dobbiamo dedurne che non contiamo nulla. Certo – aggiunge – non ci fermiamo qua, andremo avanti».

E, in effetti, c’è chi assicura di essere pronto a proteste eclatanti con il fermo del traffico lungo via San Leonardo. Perché chi lavora in via Zini e via Mazzini assicura che vendere lungo quelle strade è davvero un’impresa: nessun collegamento con il resto del mercato, piante che non permettono di aprire le tende e – aggiungono gli ambulanti – mancanza di sicurezza, soprattutto in via Mazzini dove – motivano – la strada stretta non permette il passaggio di eventuali mezzi di soccorso e soprattutto non consente agli ambulanti, che occupano gli stalli centrali, di potersi spostare.

Piero Filippi mostra, di fianco al suo banco, una buca e un cumulo di detriti: «Oltre al fatto che non eravamo a conoscenza delle postazioni assegnate e che purtroppo qua passano poche persone, ad aggravare la mia situazione è la presenza di questa buca di quasi due metri e di questo cumulo che rende il passaggio pericoloso soprattutto per bambini e anziani».

«Ho il banco in via Mazzini – spiega Monica Mosti – Durante l’estate qualcuno c’è, ma nei mesi invernali non passa davvero nessuno, se non le macchine. Inoltre, gli operatori ecologici, pensando che qui non ci siano i banchi, lasciano tutto sporco. Va bene che quest’anno siamo stati agevolati perché non abbiamo pagato il suolo pubblico, ma il prossimo anno che dovremmo pagare le tasse, come facciamo se non lavoriamo».

Insomma, una situazione di disagio che accomuna tutti gli ambulanti di via Zini e via Mazzini che, durante la protesta di ieri mattina, si aspettavano di ricevere un appoggio anche dai colleghi con il banco nelle vie centrali, ma così non è stato. «Siamo d’accordo su quanto stanno facendo gli operatori: dopo tutto questo tempo deve essere presa una decisione definitiva – spiega Daniele Tozzi, presidente Anva Confesercenti – Come associazione, siamo disposti a confrontarci con l’amministrazione per risolvere questo grave problema». E consentire una boccata di ossigeno, in tempi così duri, a tutti gli ambulanti.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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