Sicurezza
Mamme Serinper, 5 giorni di protesta «Grazie per l’aiuto»
Le parole di gratitudine delle donne per la solidarietà «Non abbiamo paura, continueremo la nostra battaglia»
massa. Sono rimaste a Massa per cinque giorni, hanno dormito in auto nonostante il freddo pungente, hanno ricevuto la solidarietà della gente, tra chi ha portato da mangiare, chi ha offerto una colazione, una doccia, coperte e chi ha dato un contributo in denaro per la loro causa, ovvero far conoscere la loro verità sul caso Serinper.
Raffaellina Lambardi e Paulina Jozefiak tornano a casa stremate dopo aver manifestato per 5 giorni e 5 notti davanti al Tribunale di Massa, chiedendo “giustizia per i loro figli” e un “processo per maltrattamenti”. Ieri hanno distribuito volantini nei negozi e ai passanti; hanno tentato di essere ricevute in Procura per parlare con qualche magistrato, ma non gli è stato concesso. Hanno rilasciato interviste, affisso cartelli e manifesti. Sono state soprannominate la “mamme Serinper” per la loro esperienza all’interno delle case di accoglienza della cooperativa, finita sotto inchiesta della Procura per corruzione, traffico di influenze illecite e maltrattamenti.
«Vorremmo ringraziare tutti coloro che ci hanno supportato – dicono le due donne – Sono stati tutti molto gentili, non ce lo aspettavamo. Sono arrivate le testimonianze anche di altre mamme davanti al Tribunale. Sapevamo che non saremmo state in tante; queste donne hanno ancora paura e molte sono sfiduciate. Noi continueremo la nostra battaglia. Non ci fanno paura le diffide di nessuno». Gli avvocati della Serinper, che sarebbe più giusto chiamare Levante, visto che la cooperativa ha cambiato nome da diversi mesi, infatti, hanno diffidato le mamme dall’associare la storia dell’allontanamento dei figli di Raffaellina Lambardi a quella della cooperativa e a sua volta la donna ha sporto querela davanti ai carabinieri, ritenendo che quella diffida la faccia passare per bugiarda e la diffami. E questo è stato soltanto l’ultimo episodio di un caso che, oramai da due anni, tiene con il fiato sospeso la comunità apuana e ha scosso l’opinione pubblica non soltanto locale. L’inchiesta Serinper vedrà il prossimo 31 marzo il pronunciamento del gup sugli 11 rinvii a giudizio chiesti dalla Procura per i reati di corruzione (nel filone politico della vicenda), mentre soltanto a fine mese il Pm Marco Mansi riceverà l’informativa finale del secondo filone (quello sui reati del codice rosso) e potrà decidere se procedere chiedendo altri rinvii a giudizio per maltrattamento o archiviare l'intera vicenda.
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