Il Tirreno

in tribunale 

Animosi, nel mirino il velluto delle poltrone

Alessandra Vivoli
Animosi, nel mirino il velluto delle poltrone

Nel processo che vede imputato l’ex sindaco Angelo Zubbani finiscono sotto accusa le certificazioni degli arredi del teatro

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. Il teatro Animosi che riapre e chiude subito dopo. La vicenda è tutta qui in una scansione temporale strettissima che risale al 2017 e che ha avuto un epilogo in tribunale.

Di quel processo sul banco degli imputati è rimasto solo lui, l’ex sindaco Angelo Zubbani. È finito sotto accusa per aver riaperto abusivamente il teatro Animosi il 22 gennaio 2017 quando andò in scena il concerto lirico di inaugurazione dopo anni di chiusura, con la presenza dell’ Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, e il maestro Andrea Battistoni.

Quella che era stata una vera e propria festa della città ha avuto un epilogo in tribunale. La procura ha contestato all’ex primo cittadino una serie di ordinanze in deroga che Zubbani disse di aver firmato, sorretto da valutazioni tecniche degli uffici comunali e che garantivano la sicurezza del pubblico, per consentire di portare a termine la stagione teatrale del 2017.

Ma l’ultimo spettacolo, in programma agli Animosi, "Il prezzo" di Umberto Orsini, previsto per fine aprile, venne trasferito al Guglielmi di Massa a seguito del sopralluogo dei vigili del fuoco, la sera del 14 aprile 2017 che misero i sigilli al teatro degli Animosi per il sequestro preventivo ordinato dalla procura.

La vicenda è quindi finita davanti al giudice dove Angelo Zubbani deve difendersi dall’accusa di apertura abusiva di luoghi di spettacolo, ovvero la condotta di chi tiene aperto, anche in modo occasionale, un locale per lo svolgimento di trattenimenti danzanti in mancanza del prescritto certificato di agibilità (articolo 681 del codice penale).

Ieri mattina in tribunale è stato sentito come testimone Arcangelo Argenzio all’epoca dei fatti comandante dei vigili del fuoco.

È stata quindi ricostruita la storia di presunte irregolarità documentali al momento della riapertura del teatro, ad esempio, fra le altre, la mancanza della certificazione inerente la resistenza al fuoco delle poltrone del teatro stesso e la mancata attestazione della fine dei lavori.

Proprio su questo punto la difesa dell’ex sindaco Zubbani (lo studio Martini di Massa) ha già evidenziato che tale comunicazione non sarebbe spettata al primo cittadino ma ai tecnici che hanno portato a termine i lavori di messa in sicurezza degli Animosi.

L’udienza è stata aggiornata quindi al prossimo 22 febbraio quando saranno sentiti altri due tecnici che hanno avuto a che fare con la messa in sicurezza e la riapertura del teatro cittadino.

Intanto la prescrizione (i fatti risalgono al 2017) si avvicina si parla del 2023 ma con le sospensioni legate al covid i tempi potrebbero essere dilatati.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini