Il Tirreno

L’intervista

«Violenza di genere: un magistrato in più»: il procuratore annuncia le novità del 2022

Luca Barbieri
«Violenza di genere: un magistrato in più»: il procuratore annuncia le novità del 2022

Evidenziato anche il nodo-organico: «Con altri pensionamenti la percentuale del personale scoperto salirebbe al 55%»

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Massa. Un “pool” per le «fasce deboli» con un numero di personale dedicato per certe tematiche molto importanti. Poi il nodo dell’organico, i numeri dei procedimenti ordinari, ma anche la quotidianità, lo smart working e l’attività ai tempi del Covid. Sono i punti che tocca e analizza con Il Tirreno il procuratore capo di Massa Carrara, il magistrato siciliano Piero Capizzoto. La sua nomina era stata approvata nel febbraio 2020 dal plenum del Consiglio superiore della magistratura, quasi due anni fa. Non un nome nuovo, qui all’ombra delle Apuane. Sì, perché il magistrato dalla lunga esperienza che precedentemente era procuratore facente funzioni a Lucca, a Massa aveva già lavorato da sostituto procuratore dal 1993 fino al 2001. E allora con il procuratore capo partiamo dall’attività e dai numeri – quei cinquemila circa complessivi, come media annuale, dei procedimenti contro noti, oltre a diverse migliaia di procedimenti contro ignoti –, per arrivare a un’agenda fitta che oltre all’ordinario deve fare i conti con l’attualità, con la quotidianità (leggi, per esempio, l’ultimo omicidio a Marina di Carrara all’ex campo profughi per rimanere soltanto negli ultimi dieci giorni); senza contare il dialogo con quello che è lo scenario mondiale con la pandemia. C’è di più. Come quei due mesi estivi quando la procura si è trovata a un certo momento con il solo procuratore capo, Capizzoto, e altri due magistrati: Marco Mansi e Rossella Soffio, in applicazione poi tornata alla Spezia. Un lavoro intenso che assume un peso specifico maggiore durante un periodo come questo.

Procuratore Capizzoto, partiamo proprio dall’attività della Procura ai tempi del Covid.

«Il nostro lavoro non può che essere svolto per la più gran parte in ufficio. La maggior parte dei sistemi informatici, per ovvie ragioni di segretezza, non è gestibile da remoto e questo rende indispensabile la presenza anche del personale amministrativo. Vi è poi la necessità di rispettare gli obblighi di segretezza cui siamo tenuti anche in riferimento ai dati documentali. L’investigazione vera e propria, l’audizione di persone informate sui fatti, i quotidiani contatti con la polizia giudiziaria e con l’avvocatura, costituiscono tutte attività che normalmente si svolgono in presenza».

Una specificità che si lega alla questione organico: un nodo evidenziato in estate, fino all’arrivo delle quattro nuove pm alla fine di settembre, Elena Marcheschi, Clarissa Berno, Giulia Giancola e Marianna Di Palo. Com’è la situazione attualmente?

«Bisogna distinguere tra organico dei magistrati e organico del personale amministrativo, tenendo presente che entrambe le componenti sono indispensabili al funzionamento dell’ufficio. Per quanto riguarda i magistrati, la pianta organica prevede, oltre a me, cinque sostituti procuratori, un numero che probabilmente andrebbe riconsiderato in aumento. Tra il 2020 e il 2021 quattro sostituti procuratori sono stati trasferiti ad altre sedi e solo dalla fine di settembre del 2021 sono arrivate in sostituzione altrettante Pm: le dottoresse Marcheschi, Berno, Giancola e Di Palo. Questo significa che tra il 2020 e 2021 abbiamo lavorato per mesi con organico di magistrati molto ridotto. Ringrazio ancora in particolare i colleghi Mansi e Soffio che hanno dovuto moltiplicare il loro impegno per potere affrontare la situazione di quel periodo, a un certo punto divenuta difficilissima. Abbiamo poi in questo momento sette, sui nove che sarebbero previsti, viceprocuratori onorari, taluni non a tempo pieno svolgendo anche la professione di avvocato altrove, e che assai utilmente collaborano, in particolare per le udienze avanti al tribunale monocratico e al giudice di pace che ha sedi non solo a Massa, ma anche a Carrara e Pontremoli. Per quanto riguarda invece il personale amministrativo, attualmente la percentuale di scopertura è circa del 40%. Quest’anno sono previsti ulteriori pensionamenti per raggiunti limiti di età, e in difetto di nuovi arrivi la percentuale a novembre 2022 aumenterebbe al 55%. Da giugno del 2021 non ci sono più gli apicali, essendo scoperti entrambi i posti di direttore amministrativo. Questo è al momento l’aspetto in generale più preoccupante. Aggiungo che dal dicembre scorso è andato in pensione per limiti di età anche l’ultimo autista rimasto, con tutta una serie di criticità acuite dal fatto che gli uffici di Genova, il nostro capoluogo di distretto e con cui per più motivi è necessario rapportarsi, distano oltre 120 chilometri».

Un problema che si trascina da tempo: possibile intervenire con nuove assunzioni?

«Intanto è bene ribadire che si fa tutto il possibile per rendere al meglio il nostro servizio, tutti: dai magistrati, anche i nuovi arrivati che si sono messi subito al lavoro con grande professionalità e impegno con carichi di lavoro elevati e con la difficoltà di dover continuare percorsi investigativi iniziati da altri e talora complessi anche per mole di dati già acquisiti; al personale amministrativo, che opera spesso in affanno in ragione delle scoperture di cui ho parlato e cui va il mio pubblico ringraziamento. Per il resto, la questione degli organici del personale amministrativo negli uffici di Procura non riguarda solo Massa. Qui probabilmente il problema è complicato dal fatto che quando le graduatorie concorsuali si articolano su base distrettuale scontiamo una posizione di perifericità nel territorio, che comprende l’intera Liguria più la nostra provincia. Sono però questioni che riguardano il Ministero, noi non possiamo che sperare in nuovi arrivi. Fermo restando, ripeto, al di là dell’organico, l’impegno per rendere al meglio delle nostre possibilità il servizio che ci è stato affidato».

Quali sono le attività future?

«Abbiamo diversi processi complessi già in fase dibattimentale e tante indagini in corso. Posso dire che prestiamo in questo momento attenzione particolare al fenomeno della violenza di genere e, appena è stato possibile, abbiamo aumentato da due a tre il numero dei magistrati che se ne occupa insieme a personale di polizia giudiziaria dedicato».

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