Il Tirreno

la crescita dei costi 

Mozzarella e farina più care In pizzeria arriva l’aumento

Alessandra Poggi
Mozzarella e farina più care In pizzeria arriva l’aumento

C’è chi cerca di non adeguare ancora i prezzi, «ma non sappiamo fino a quando» e chi ha corretto il listino: «Era fermo dal 2007, così però abbiamo perso clienti»

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Massa-carrara. L'aumento dei prezzi che ha contrassegnato l’inizio dell’anno non risparmia le pizzerie di Massa-Carrara. E c’è già chi ha dovuto aumentare il prezzo. Le materie prime hanno subito aumenti pesanti per la categoria: la mozzarella sfiora i 50 centesimi al chilo, la farina sale del 37%, e si impenna anche il prezzo dei cartoni per l’asporto. Non sono momenti facili per la ristorazione. Clienti in quarantena, clienti contagiati, chi non può consumare nei locali perché senza green pass, posti dimezzati nei locali. Massa poi deve fare i conti con l’ordinanza che impone la chiusura dei locali a mezzanotte.

Alla lunga la categoria si dovrà adeguare al rincaro, come spiega Adriano Rapaioli della Confesercenti Toscana Nord: «il costo delle materie prime è aumentato a dismisura, in alcuni casi anche dell’80%, senza contare gli aumenti dell’energia. Per ora stanno reggendo il colpo, ma l’aumento delle pizze sarà inevitabile perché non si riesce a mantenere un equilibrio con i costi. Ma non si tratta di un problema che riguarda solo le pizzerie, aumentare i prezzi per stare nei costi è un problema generalizzato e riguarda tutte le attività, le industrie, gli artigiani, gli agricoltori».

A Carrara per ora non aumentano i prezzi Damiano Franchi della pizzeria il Delfino di via Apuana e Michele Serri della pizzeria Al Teatro di piazza Giuseppe Garibaldi. «È un cane che si morde la coda – dice Franchi – è aumentato tutto. La benzina, il costo dei trasporti e inevitabilmente le materie prime. Anche se fossero 20 centesimi sulla mozzarella, con una media di 240 chili al mese in un anno sono 1200 euro. Solo di mozzarella. Mettici la farina, il pomodoro, gli altri ingredienti e le bollette. Noi per adesso non abbiamo aumentato i prezzi, ma non so quanto potremmo reggere». Idem per Michele Serri: «Per adesso stiamo cercando di non aumentare i prezzi, non possiamo farla pagare ai clienti, ma è già dura. Vuoi i contagi, vuoi la paura, la sala ne risente. Lavoriamo bene con l’asporto».

Trasferendoci a Massa scopriamo che qualcuno per stare al passo i prezzi li ha dovuti aumentare. Come ci racconta Chiara Mosti della pizzeria il Fornaretto: «Abbiamo dovuto adattarci e aumentare di 1 euro, ma ci sono clienti che si sono lamentati e non vengono più. Era dal 2007 che non ritoccavamo i prezzi, ma aumentando il prezzo della mozzarella, della farina e di tutto il resto per noi era impossibile stare dietro ai costi. E poi non vogliamo rinunciare alla qualità. Non solo aumento dei costi ma anche posti dimezzati, e l’obbligo di chiudere a mezzanotte: tra noi ristoratori si scherza e diciamo facciamo lavorare Carrara». Costretto ad aumentare i prezzi anche Fabrizio Nardini della pizzeria Gnam di largo Matteotti: «ho aumentato di 50 centesimi, ma non bastano per coprire i costi. È aumentato tutto e di parecchio. Non solo la mozzarella di 50 centesimi, il prosciutto, la farina e tutti i latticini. I cartoni da asporto sono schizzati alle stelle. Il problema oltre agli aumenti è il green pass. Io ho perso tanti ragazzi delle scuole, non tutti sono vaccinati. Cerchiamo di reggere il colpo ma ci mettono i bastoni tra le ruote».

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