Gioco
L’avvocato va in carcere a parlare con Di Blasi
Carrara. Non avrebbe ancora detto nulla di più, rispetto a quelle parole pronunciate nella caserma dei carabinieri la mattina di giovedì 13 gennaio, Francesco Di Blasi, il 67enne senza fissa dimora che si è costituito ai militari sull’omicidio di Paolo Fiorentino, 46enne senzatetto trovato senza vita, ucciso a coltellate nella mattina di quel giovedì della scorsa settimana. E così, mentre mercoledì si sono svolti i funerali di Fiorentino, nella sua Casoli, il paesino della provincia di Chieti dove era nato e cresciuto, l’esito dell’autopsia – disposta dal pubblico ministero Elena Marcheschi e affidata ai medici legali pisani Aniello Maiese e Alice Chiara Manetti – che è atteso per i prossimi giorni sarà chiamato a chiarire molti aspetti di quelle ore, in quel corridoio dello stabile all’ex campo profughi in viale Galilei dove è stato trovato il corpo di Fiorentino. L’orario del decesso e il numero delle coltellate, i punti da chiarire, oltre ai motivi di quella lite che sarebbe poi appunto degenerata. Intanto nei prossimi giorni Di Blasi – accusato di omicidio volontario e che si trova in carcere a Massa, dopo le misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa Marta Baldasseroni – parlerà con il suo legale, l’avvocato Francesco Vetere. Sullo sfondo i carabinieri al comando del maggiore Cristiano Marella stanno ricostruendo i rapporti tra i due senzatetto, la loro quotidianità, ascoltando vari testimoni, dal mondo del volontariato passando per i conoscenti fino al settore dei servizi sociali di piazza Due Giugno.
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