La protesta
«Così non ho più la mia casa» Il Comune: ha rifiutato gli aiuti
carrara. È una topaia ma per lui era la sua casa, e non gli importa se fosse un rudere, quelle quattro mura lo facevano sentire a casa. InveceFrancesco Dell’Amico (pensionato di 69 anni) «ora dovrò dormire in macchina». Quasi piange mentre guarda le porte murate di fresco del suo alloggio, e dice: «Dopo vent’anni che vivo qui mi ritrovo senza una casa». Ma secondo l’amministrazione comunale: «Non risulta che Dell’Amico vivesse stabilmente nell’ex campo profughi. E risulta avere a suo carico un’ordinanza di sgombero anche da un altro alloggio Erp, che secondo quanto dichiarato dai suoi familiari, occupava in modo esclusivo». Il pensionato scuote la testa mentre guarda sconsolato il cemento che lo divide dal suo ex alloggio: «Non mi hanno fatto prendere nemmeno i vestiti». Poi racconta che a lui una cosa non la danno per via di un risarcimento: «Sette anni fa mi hanno dato dei soldi per un infortunio sul lavoro, ma li ho spesi per campare e in comune sono convinti che ce l’ho ancora, ma non è così». Ma l’amministrazione precisa: «Al momento del suo arrivo al signor Dell'Amico è stata notificata e consegnata una nota del dirigente dei servizi abitativi che lo invita a presentarsi negli uffici del settore per valutare ogni possibile aiuto nei suoi confronti. Il signor Dell’Amico ha distrutto il documento riducendolo in pezzi, aveva fatto domanda di casa popolare e risulta essere iscritto in posizione 140 alla graduatoria ordinaria. Nel corso di questi anni Dell’Amico, che percepisce pensione, è stato più e più volte invitato a presentare l’Isee per poter valutare il suo diritto ad essere collocato in emergenza abitativa, ma si è sempre rifiutato di portare documentazione sulla sua situazione patrimoniale».
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