Il Tirreno

Ambiente 

Bonifica ex Torino: plauso di Bugliani, dubbi dei comitati

. David Chiappuella

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MASSA. Presto inizieranno i lavori di risanamento ambientale dell’area Sir antistante l’ex colonia Torno. Il progetto prevede la rimozione ed il ripristino del terrapieno e della scogliera, con operazioni che dovranno terminare entro poco meno di sei mesi. Ad annunciare il prossimo avvio dell’intervento sono stati il sindaco Francesco Persiani (nella foto, il sopralluogo) e l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni. Le parole di quest’ultima hanno suscitato la soddisfazione del consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani, collega di partito della Monni, ma anche le severe critiche del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, la bonifica e la ripubblicizzazione del servizio pubblico (Ccadbr), del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e di Federalberghi apuo-versiliese.

«L’imminente avvio dell’intervento -afferma Bugliani- è un passaggio atteso per dare seguito alle bonifiche dell’area che comprende il Sito di interesse nazionale, nel 2013 divenuta, in parte, Sito di interesse regionale. La rimozione dei rifiuti -prosegue il consigliere- restituirà alla città e alla comunità una zona inagibile, purtroppo, da troppo tempo e permetterà a questo territorio di tornare ad investire sulla propria vocazione turistica; un aspetto di grande importanza per il tessuto socio-economico, la messa in sicurezza del territorio e la tutela ambientale. Ringrazio l’assessore all’ambiente della Regione Toscana, Monia Monni, - conclude Bugliani - per l’impegno messo in campo nel recupero complessivo di quest’area: una questione annosa per il nostro territorio che proprio in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente, di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del territorio dobbiamo portare avanti, con uno sforzo congiunto di tutte le istituzioni coinvolte».

Di segno completamente opposto, invece, il commento degli ambientalisti, secondo i quali l’assessora Monni dimostrerebbe «di non avere ben chiaro ciò di cui sta parlando, quando afferma di essere “molto soddisfatta del lavoro che stiamo portando avanti sul Sin di Massa”. L’assessora, infatti, - sostiene il Ccabdr - «dovrebbe sapere che la spiaggia antistante l’ex colonia Torino non si trova nel Sin (Sito di bonifica di interesse nazionale), come crede lei, ma nel Sir (Sito di bonifica di interesse regionale) e dunque sotto la competenza della Regione, mentre i Sin sono sotto il controllo del ministero della Transizione ecologica. La Regione, inoltre, - proseguono gli attivisti - con eccesso di ottimismo, vuole ancora far passare questi lavori come una semplice “rimozione dei rifiuti”, quando, dal progetto esecutivo ("Relazione paesaggistica"), redatto dalla stessa Sogesid Spa, società del ministero della Transizione ecologica e soggetto attuatore dell’intervento, si evince che in quel tratto di spiaggia, oltre a normali rifiuti, potrebbero esserci anche sostanze assai più pericolose». «Nel caso in cui siano presenti materiali contenenti amianto - si legge nel documento di Sogesid - si procederà alla rimozione e smaltimento nel rispetto di quanto disciplinato dalla normativa vigente da parte di imprese rispondenti ai requisiti». Per motivare questa affermazione Sogesid ricorda che nel luglio 2008 l’area «è stata posta sotto sequestro su disposizione della Guardia di finanza, a seguito del rinvenimento di diverse tipologie di rifiuti tra cui anche frammenti di lastre e di fibrocemento tipo “eternit” contenenti amianto (questi ultimi rinvenuti solo in superficie)». Le analisi di laboratorio, infatti, effettuate da Arpat, evidenziarono su tre spezzoni di lastra in fibrocemento, fibre di amianto di tipo crisotilo e crocidolite in matrice cementizia. «Stando così le cose, - si domandano gli ambientalisti - ci chiediamo se sono stati messi in conto gli ulteriori costi che deriverebbero dalla necessità di conferire in apposite discariche eventuali materiali contaminati da amianto. Se sì, è possibile sapere dove si trovano questi impianti e quali sono i nomi delle società che li gestiscono?».

David Chiappuella

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