Il Tirreno

Alloggi murati e cumuli di sporcizia È stato sgomberato l’ex campo profughi

Alessandra Poggi
Alloggi murati e cumuli di sporcizia È stato sgomberato l’ex campo profughi

Avanzi di cibo, tendopoli e mobili consumati dalla muffa. Spiccano i sigilli nell’abitazione dove si è consumato l’omicidio 

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marina di carrara. Il sole sta quasi calando sul’ex campo profughi, e uno degli occupanti, Francesco Dell’Amico sta spazzando. Forse per togliere i calcinacci lasciati dagli operai che hanno murato per sempre il suo alloggio di fortuna. Dell’Amico era l’ultimo occupante abusivo. Da mercoledì, infatti, sono state avviate le operazioni finali di sgombero e chiusura degli accessi dell’ex campo profughi e delle sue pertinenze, che si sono concluse giovedì pomeriggio, murando proprio le due porte dello stabile occupate dal pensionato di 69 anni.

Ci sono ancora i sigilli dei carabinieri, quelli messi dopo i rilievi effettuati per l’omicidio di Paolo Fiorentino ucciso a coltellate da Francesco Di Blasi. Tutto intorno i resti di quello che per molti è stato un riparo di fortuna: una specie di piccola baraccopoli, carcasse di biciclette probabilmente rubate e poi smontate per rivenderne i pezzi, persino un’auto abbandonata usato come magazzino. E poi tanti rifiuti, anche avanzi di cibo, forse le rimanenze di un qualche recente pasto consumato sul posto. L’umidità la si tocca con mano, cola dai muri, cambia i colori e si mangia anche quel che resta di un divano accatastato fuori dalle case. Il perché dello sgombero in una nota di palazzo civico: “l’amministrazione aveva liberato gli alloggi già dal 2018 – si legge - purtroppo in questi anni alcuni erano stati sfondati e occupati abusivamente. Così, con l’attuazione dell’ordinanza sindacale numero 99/2021 del 25 agosto 2021 è stato avviato un ulteriore sgombero. L’amministrazione ha potuto avviare l’esecuzione materiale del provvedimento solo ieri – giovedì per chi legge - a seguito della decisione del tribunale ordinario di Massa che ha rigettato il ricorso intentato dal signor Francesco Dell’Amico, collocato in uno degli alloggi dell’ex campo profughi con atto della giunta comunale del 1999. Ai controlli avviati dall’attuale amministrazione non risultava abitare stabilmente in quel luogo. Le operazioni di sgombero e chiusura degli accessi sono state completate per tutti i locali oggetto dell’ordinanza, con la sola esclusione della casa del custode, anch’essa già liberata e successivamente rioccupata, e attualmente posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria a seguito dei fatti della scorsa settimana. Le operazioni di sgombero e chiusura del locale dove era stato collocato Dell’Amico, promotore del ricorso, sono ancora in corso a causa dell’impressionante quantità di materiale, per lo più rifiuti di ogni genere, ritrovata all’interno dell’alloggio che sta rendendo difficili le operazioni. Va precisato - conclude la nota - che a dell’Amico è stato consentito di accedere all'appartamento per prendere eventuali effetti personali, medicinali inclusi, o altri effetti di stretta necessità che si trovassero all'interno dell’abitazione».

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