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«Una vita in salita finita in tragedia» L’ultimo saluto a Paolo della sua Casoli
Ieri i funerali di Fiorentino, mentre vanno avanti le indagini sul delitto: i carabinieri ascoltano associazioni e assistenti sociali
Carrara. «Paolo si meritava così tante persone nell’ultimo saluto». Sono queste le parole del sindaco di Casoli Massimo Tiberini a poche ore dai funerali di Paolo Fiorentino, il quarantaseienne ucciso a coltellate e trovato senza vita nella mattinata di giovedì scorso, 13 gennaio, in uno stabile che occupava abusivamente all’ex campo profughi di Marina di Carrara, a pochi metri da viale Galilei.
I funerali
Il senzatetto – che non si era rivolto ai servizi sociali del Comune una volta arrivato in città nei mesi scorsi – era originario di Casoli, Comune di poco più di cinquemila abitanti della provincia di Chieti, in Abruzzo, dove ieri mattina si sono svolti i funerali celebrati da don Gennaro Marinucci. Tante le persone del paese che conoscevano Paolo e che sono andati per l’ultimo saluto. Tra loro, oltre ai familiari di Fiorentino (il padre Giuseppe, la sorella Cinzia, il cognato e la nipotina), anche il sindaco che ha ricordato come per Paolo «la vita fosse iniziata subito in salita e finita dunque con un epilogo peggiore, tragico». «Mi ha fatto piacere ci fossero così tante persone a ricordare una persona buona che conoscevamo in tanti in paese. Una persona sfortunata, nata in una situazione difficile, delicata, con una vita in salita e con una fine tragica», ha detto il primo cittadino. Funerali ai quali hanno provveduto proprio gli amici, i conoscenti, la comunità del paese tutta. «E siamo disposti a prenderci cura, se ci fosse bisogno, anche del piccolo cagnolino che aveva Paolo con sé». Quel cagnolino ritrovato con lui quel giovedì di una settimana fa nel caseggiato di Marina. Nel frattempo, se da un lato gli esiti dell’autopsia – disposta dal pubblico ministero Elena Marcheschi e affidata ai medici legali pisani Aniello Maiese e Alice Chiara Manetti – sul corpo della vittima con gli esami tossicologici, potranno restituire un quadro più chiaro dell’orario e dei dettagli nel quale si è consumato il delitto, il lavoro dei carabinieri al comando del maggiore Cristiano Marella si stanno inoltre concentrando nella ricostruzione della quotidianità, nelle abitudini di Fiorentino, una volta arrivato a Carrara, ma anche ovviamente di Francesco Di Blasi.
Le indagini
Quest’ultimo, 67enne originario di Palermo, era da anni all’ombra delle Apuane. È stato lui a costituirsi proprio alla vicina caserma dei carabinieri giovedì scorso: poche parole che hanno condotto i militari allo stabile, prima di chiudersi nel silenzio. L’uomo, come abbiamo scritto nei giorni scorsi era già noto alle forze dell’ordine; dopo le misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa Marta Baldasseroni, attualmente si trova nel carcere di Massa; l’accusa è quella di omicidio volontario. Sui loro rapporti, sulla loro quotidianità si sta concentrando proprio il lavoro dei militari per capire anche i motivi della lite che poi sarebbe appunto degenerata. Per la ricostruzione dei due profili, in queste ore in caserma potrebbero essere ascoltati alcuni addetti del settore dei servizi sociali di piazza Due Giugno, così come i vertici della sezione carrarese dell’associazione San Vincenzo De Paoli. Il tutto, al momento, solo per ricostruire la vita dei due senzatetto.
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