Sicurezza
Trovati piatti colmi, si tratta del rito della “oferenda”
Massa. Piatti colmi di grano, cioccolata, vino, rose rosse e sigari, sono stati trovati in zona Poveromo, agli incroci di alcune vie principali, come via dei Fortini e via dei Fichi, destando curiosità e preoccupazione da parte dei residenti. Qualcuno ha pensato si trattasse di riti satanici, o resti di messe nere, invece quella tavola imbandita, lasciata per strada, volutamente tra un incrocio e vicino al mare, è un rito afro-brasiliano propiziatorio, molto comune sopratutto nel nord Italia, che si chiama “oferenda”. Il periodo, secondo alcune ricerche, è quello giusto; il luogo, vicino alla spiaggia, è favorevole, e la comunità brasiliana è molto presente a Cinquale e Poveromo. Infatti non è la prima volta che, in questa zona, appaiono i resti di una “oferenda” nel pieno rispetto della tradizione. Un rito che si svolge anche in estate, prediligendo proprio le spiagge, per la vicinanza con il mare che è simbolo di ricchezza e prosperità. Si tratta di un rito afro-brasiliano che risale ai tempi della deportazione degli schiavi. Il piatto è in realtà un dono e viene lasciato ai bordi di una strada per ottenere in cambio un desiderio, una grazia, fertilità, benessere, o salute. Le origini di questa tradizione sono antichissime, e si pensa che risalgono alla metà del XVI secolo, durante il periodo delle deportazioni di schiavi neri in Sud America, intorno al 1549. Affinché il rito funzioni, la tavola non deve essere “consumata” e i doni devono rimanere intatti: in genere si tratta di sigari, o sigarette, grappa, rose rosse, spumante, monetine, specchietti, nastri, candele, profumi, gioielli e frutta, disposti quasi sempre con le stesse modalità, a cerchio, creando ghirlande, come è accaduto per i piatti trovati a Poveromo la scorsa notte. Nulla di pericoloso, dunque, nulla a che vedere con il satanismo o con il demonio, bensì un culto antichissimo, sopravvissuto alla schiavitù, al dolore e alla repressione, alimentato da una grande fede. Manuela D'Angelo
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