Il Tirreno

Mancano i dottori, radiologia al rallenty

Chiara Sillicani
Mancano i dottori, radiologia al rallenty

Gli operatori chiedono un incontro a sindaco e Asl. La dottoressa Guglielmi: difficoltà, ma il servizio non è fermo

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massa. L’attività radiologica – garantisce l’Asl – non è ferma. Certo però procede a rilento: in quel di via Bassa Tambura di radiografie ed ecografie se ne fanno davvero poche. Con la conseguenza che le liste di attesa si allungano. Un bel problema di cui chi lavora in sanità – e al distretto in particolare – è ben consapevole. Proprio gli operatori chiedono – e ottengono – un incontro con il consigliere democratico Stefano Alberti, membro della commissione sanità. A lui propongono di fare da “intermediario” nella speranza di sedere, in tempi rapidi, al tavolo con l’Asl e il sindaco Francesco Persiani. Chiedono maggiori tutele e la presenza di una guardia giurata, all’ingresso del distretto: «Gli operatori – riferisce Alberti – si sentono sotto pressione. Al lavoro impegnativo, in questa fase pandemica si aggiunge la tensione di essere oggetto di intimidazioni e minacce, la presenza di una guardia giurata full-time sarebbe un deterrente contro comportamenti “incivili”. Altra questione – aggiunge il consigliere – è il fermo della attività di radiologia. Fatta eccezione per le ecografie alle anche, i macchinari sono fermi. La sospensione del servizio ha una ripercussione sulla cura delle persone con disabilità perché il distretto di via Bassa Tambura è l’unico con un percorso rivolto a persone autistiche. Presenterò una interpellanza».

Monica Guglielmi, responsabile sanità territoriale, assicura che il «servizio non è fermo», ma ammette che l’attività «è ridotta per mancanza di personale». E se è vero che il Covid, con i tanti contagi, ci mette del suo, è altrettanto vero che la mancanza di radiologi è endemica: i pensionamenti e la “migrazione” verso il privato non sono compensati dalla programmazione universitaria che non “specializza” un numero sufficiente di giovani. Ne segue un effetto domino perché la carenza di medici determina lo spostamento degli specialisti dalla periferia alle strutture centrali. Negli ultimi anni, l’Asl ha attivato procedure concorsuali e di mobilità senza però reperire il personale necessario tanto da ampliare l’offerta coinvolgendo il privato accreditato. Ma il risultato è che i medici nel pubblico mancano e il servizio – al distretto di Massa sicuramente – va a singhiozzo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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