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«Il coprifuoco alla mezzanotte? Che brutta immagine di Massa»

Chiara Sillicani
«Il coprifuoco alla mezzanotte? Che brutta immagine di Massa»

Ancora critiche all’ordinanza di chiusura locali. Azione: il sindaco non sa gestire la sicurezza

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Massa. È l’argomento all’ordine del giorno, quello che divide la città. Perché se chi vive in centro, pur riconoscendo la necessità di un percorso per una soluzione condivisa, accoglie a braccia aperte il provvedimento del sindaco, le associazioni di categorie contestano l’ordinanza con cui sabato scorso, 15 gennaio, Francesco Persiani ha imposto per 30 giorni l’orario di chiusura a mezzanotte per tutti i locali del Comune. Chi contesta spiega che la chiusura anticipata non solo non risolverà un problema complesso, ma aggiunge che il provvedimento colpisce indistintamente tutti i locali, anche chi con massima correttezza, ha sempre lavorato nel rispetto delle regole.

Daniele Tarantino, presidente di Confimpresa, vede nell’ordinanza una misura che taglia le gambe ad un settore già in difficoltà: «Da pochi mesi i locali, dopo due anni di chiusure e restrizioni, hanno riaperto, la situazione è già critica. Come possiamo decidere di togliere il lavoro, senza nemmeno un confronto con le categorie, a tante persone che vivono delle loro attività? Se in alcune zone della città ci sono problemi e disagi per i residenti, noi crediamo – continua Tarantino – che debbano essere incentivati i controlli, evitando di penalizzare tutti gli altri locali, anche quelli al di fuori di quelle aree. Come Confimpresa, esterniamo la nostra disapprovazione per l’ordinanza, resa esecutiva senza consultare le associazioni di categoria». Un provvedimento, quello della chiusura alle 24, che Tarantino affianca a quelli assunti per «il rincaro dei parcheggi che non aiuterà certo i commercianti. Proponiamo che vi sia almeno una diminuzione della tariffa per le ore di sosta successive alla prima ora, con l’allungamento anche dei tempi della sosta di cortesia».

Una scelta che penalizza la città, l’ordinanza, secondo Azione, certa che la chiusura anticipata confermi l’incapacità dell’amministrazione di affrontare e risolvere i problemi relativi alla sicurezza: «Conosciamo i disagi dei residenti, vittime – premette Azione – di un contesto in cui regnano degrado, violenza e prepotenza. Con un colpo solo il sindaco colpisce in maniera drammatica le attività commerciali che lavorano la notte e che hanno resistito eroicamente a due anni di chiusure. Ci chiediamo se, passeggiando per il centro storico, i nostri amministratori si stiano rendendo conto che il rilancio annunciato si sta trasformando in un deserto di serrande chiuse. L’ordinanza infligge un colpo all’immagine della città che passa come una zona fuori controllo dove regnano violenza e incuria. Un invito ad andare in Versilia. L’ordinanza è la prova che l’amministrazione non è in grado di garantire la sicurezza dei cittadini usando i normali mezzi di tutela dell’ordine pubblico, la responsabilità soggettiva di chi delinque non può ricadere su negozianti che lavorano onestamente: non sono loro il problema. Alla amministrazione manca capacità di organizzare un piano strutturato per gestire un fenomeno che esiste in quasi tutte le città italiane e che viene fatta coesistere con la tutela dei giusti diritti dei residenti».

E se per i residenti l’ordinanza è una boccata d’ossigeno, a loro si rivolge Bruno Ciuffi, presidente provinciale di Confcommercio: «I vandalismi e i danneggiamenti non sono imputabili agli orari di apertura e chiusura, ancor di più se si tiene conto che l’ordinanza è estesa all’intero comune. Prova di questo sono fatti di cronaca avvenuti lontani dai locali e in pieno giorno o nel cuore della notte. Abbiamo esempi – prosegue il presidente – di come si siano combattuti fenomeni di risse e vandalismi, sia all’interno delle nostre mura cittadine che all’esterno. A Massa abbiamo già vissuto una escalation di questo tipo, dall’epilogo tragico (il duplice omicidio ndr). Nel 2013 e anche in seguito ci sono state indagini, arresti e condanne per fatti dell’epoca, nella piena tutela dei residenti e senza che venisse colpito il tessuto commerciale. E ancora adesso, a Milano c’è un sindaco che di fronte a fatti violenti annuncia l’assunzione di 500 nuovi agenti di polizia municipale e la installazione mirata di telecamere, senza che venga chiuso alcun locale. Tornando all’ordinanza , ci troviamo costretti a ribadire come uno degli aspetti più gravi sia il metodo scelto dal sindaco che l’ha adottata senza un confronto e una condivisione con chi il mondo del commercio lo conosce bene e lo vive sulla propria pelle».

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