Il Tirreno

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È caccia ai nidi della Vespa velutina

Gianluca Uberti
È caccia ai nidi della Vespa velutina

Killer delle api autoctone, è pericolosa per gli esseri umani Appello sui social: «Chiunque li veda faccia la segnalazione» 

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AULLA. Nel Ponente ligure è già un flagello da anni. Parliamo della Vespa velutina, una sorta di serial killer delle api autoctone, preoccupazione costante degli apicoltori, i quali vedono diminuire la produzione del miele. E anche il miele dop della Lunigiana non viene risparmiato. Una situazione che ha spinto all’azione l’azienda agricola “Terre di Bigliolo”, nel comune di Aulla, che ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un post per lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla Vespa velutina, invitando la popolazione a segnalare i nidi del pericoloso insetto “alieno”, in quanto proveniente dall’Asia Sud-orientale (Cina del Sud, India del Nord, Penisola indocinese, arcipelago indonesiano). Da dove è sbarcato in Europa nel 2004, per la precisione in Francia, probabilmente in container che trasportavano merci di origine cinese. L’insetto non è pericoloso solo per le api: la sua puntura, infatti, può mettere a serio rischio la salute umana. Analogamente a quanto succede con la puntura del nostro calabrone (Vespa crabro), il famigerato “gavarone”.

«Si chiede aiuto», così l’appello via social, «a tutte le persone che vivono sul nostro territorio. Stiamo conducendo delle ricerche per trovare i nidi di questa vespa dannosa per le nostre api e per le persone. Chiunque noti dei nidi come mostra la foto (prediligono piante alte e vicino all’acqua) è pregato di contattare noi o qualsiasi apicoltore». La campagna di sensibilizzazione sui social sta ottenendo un notevole riscontro: sono già ottanta, infatti, le condivisioni del post. Ma quello che maggiormente conta è che sono già una decina le segnalazioni di nidi nei boschi e nelle campagne. Pur non essendoci, in Lunigiana, una crescita vorticosa nella diffusione della Vespa velutina, come invece accade nel Ponente ligure dove i guai sono seri per gli apicoltori, è bene intervenire sul campo per arginare una crescita che, pur lenta è costante. Ed è quello che sta facendo la squadra di tecnici e apicoltori guidata dall’apicoltore Stefano Fenucci, che interviene con il sistema autorizzato della permetrina in polvere iniettata nei nidi mediante aste telescopiche: «Gli avvistamenti sono in crescita, quindi è importante», sottolinea Fenucci, «partecipare attivamente alle segnalazioni. I nidi sono ben visibili in questo periodo, non essendo coperti dal fogliame, e sono molto grandi. Apicoltori e cittadini devono essere alleati in questa guerra nei confronti di un insetto che minaccia gli insetti impollinatori, fondamentali per la biodiversità e l’agricoltura».



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