Lutto
Rinchiostra, il Comune affida i lavori nel parco
L’assessore Guidi: non vedo l’ora, i massesi lo apprezzeranno. Ma il comitato raccoglie le firme e scrive alla Soprintendenza
massa. Il Comune di Massa non fa il passo indietro, piuttosto ne fa uno in avanti. E assegna i lavori per la riqualificazione del parco alla Rinchiostra. Ha invitato a partecipare alla gara 15 ditte, di queste tre hanno presentato un’offerta e delle tre è stata scelta – la base di gara era di 1,5 milioni e il criterio di assegnazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa – l’azienda carrarese Ediltecnica srl. Nei prossimi giorni seguiranno tutte le procedure burocratiche e le verifiche amministrative, quindi un incontro tra i tecnici del Comune e la ditta per l’apertura del cantiere. L’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi è certo che il nuovo parco piacerà: «Non vedo l’ora di realizzare i lavori e riconsegnare alla città quell’area. Il parco rinascerà e i massesi lo apprezzeranno».
L’amministrazione – l’assegnazione lavori ne è la conferma – non ha messo quindi in stand by l’iter di gara come richiesto da alcune associazioni, Italia Nostra in primis. Proprio Italia Nostra, infatti, sollevando perplessità sul progetto esecutivo, nei giorni scorsi ha chiesto al Comune una pausa di riflessione. A preoccupare non solo il rischio di tagli alle alberature – si è parlato di 80 piante – ma anche un esecutivo poco dettagliato. Chi contesta il progetto – è nato il comitato “Giù le mani dal Parco della Rinchiostra” – ritiene che il ripristino del giardino all’italiana nel parco non solo sia “un falso storico”, ma anche una soluzione che non valorizzerebbe il parco nella sua funzione sociale, integrato in un tessuto urbano come quello di Villette-Quercioli. E proprio il comitato, nei giorni scorsi, si è fatto promotore di una raccolta firme anche sulla piattaforma Change.org. A mettere nome e cognome sotto la petizione sono state – spiega il comitato – oltre 1700 persone che chiedono, sì la valorizzazione e il recupero del parco, ma con un progetto diverso da quello dell’amministrazione. Lo stesso comitato ha scritto una lettera mettendo nero su bianco le perplessità relative all’intervento e quella lettera l’ha inviata alla soprintendenza e, per conoscenza, al ministero della cultura, a quello della transizione ecologica, all’ordine degli architetti e al nucleo operativo ambientale dei carabinieri: «Abbiamo inviato una lettera alla soprintendenza, alla quale – spiega il comitato – chiediamo di riflettere su questo progetto e di condividere con noi un percorso diverso. Riteniamo che il parco abbia necessità di miglioramenti, di un percorso di manutenzione e di “restauro vegetativo” perché oggi vive proprio grazie alla vegetazione importante che lo caratterizza. I documenti messi a gara confermano, nonostante le parole di sindaco e assessore ai lavori pubblici, il taglio di 80 piante: non si capisce poi quali piante siano perché i documenti sono parziali nei contenuti e nella loro attualità. Nella relazione illustrativa è riportata una carta tratta dal quadro progettuale del Regolamento Urbanistico che riporta ancora la presenza di un Aru stralciato nel 2018. Il comitato non solo continuerà a controllare tutto questo, ma stimolerà la partecipazione di cittadine e cittadini, professionisti, tecnici che condividono con noi la difesa del Parco per creare quella forza collettiva capace di fermare il progetto e proporre un nuovo intervento».
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