La protesta
Nuoto, il nuovo impianto non convince il Pd: «Cresce la spesa pubblica»
massa. A dispetto dei numeri, il Piano delle opere ha sollevato diverse prese di posizione. Le minoranze hanno contestato più di un intervento, nonché qualche priorità ritenuta mancate. In gioco non c’era la bontà di questo o quell'intervento: a detta di tutti i consiglieri quelle opere, se realizzate, porterebbero un gran beneficio alla città. Ma non a caso l’hanno declinata al condizionale. Se gran parte delle opere sono finanziate dallo Stato o da altri Enti, una parte non trascurabile (un milione e 900mila euro) è collegata al Piano delle alienazioni di terreni e immobili comunali, che però stentano ad essere venduti. In tal senso, per le minoranze sarebbero a rischio interventi come quello sui parchi, al cimitero, al Mercatino, o una parte del Pinqua montano o della riqualificazione del Lungomare. Anche la soluzione di un project financing per la piscina ha sollevato forti dubbi, specie da parte del Partito democratico, tanto da richiedere una spiegazione tecnica del segretario generale. A fronte di un nuovo progetto di cui non erano a conoscenza, dicono i dem, cresce la spesa annua per il Comune, con una formula che potrebbe ripresentare gli stessi problemi economici già verificatisi con il Palazzetto dello sport o l’ospedale.
Ultima nota di disappunto, specialmente dei consiglieri Volpi e Mencarelli, è che nel piano non ci sono interventi contro il dissesto idrogeologico, nonostante le difficoltà del territorio. Per il resto non è stato aggiunto molto, se non la solita accusa all’amministrazione di poca trasparenza sugli atti e lo scarso coinvolgimento della cittadinanza. Voto quindi contrario al Piano, pur approvato per 20 voti contro dieci.
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