Sicurezza
«Abbiamo sofferto freddo, ma noi non ci arrendiamo»
massa. La notte è stata dura, fredda e umida – dicono Raffaellina Lambardi e Paulina Jozefiak le due “mamme Serinper” che stanno protestando da lunedì mattina. Hanno dormito in auto davanti al Tribunale di Massa in segno di protesta, appunto, per chiedere giustizia per i loro figli e un processo che accerti eventuali responsabilità dei titolari della cooperativa, accusati a vario titolo di maltrattamenti sui minori, ma anche di corruzione e traffico di influenze illecite.
Durante il pomeriggio le due mamme hanno ricevuto la visita dei Carabinieri di Massa che le hanno accompagnate in caserma per una chiacchierata informale: «Ci hanno chiesto che intenzioni avessimo – racconta la Lambardi – e ci hanno spiegato quali sono gli step della giustizia. L’inchiesta non è ancora chiusa, ci hanno detto che le indagini sono ancora in corso e quindi non dobbiamo perdere la testa o la pazienza. Ma io ho chiesto di poter parlare con la Procura, per poter rivedere i miei figli, che mi sono stati portati via ingiustamente».
Raffaellina Lambardi racconta che i carabinieri l’hanno messa in contatto con la dottoressa Clarissa Berno, titolare del primo filone di inchiesta sulla corruzione all'interno della cooperativa Serinper: «Mi ha rassicurato che stanno lavorando e che nessuno dei nostri casi sarà tralasciato». Le due donne che volevano, però, date certe di un processo che ancora non ha i suoi imputati, non hanno potuto incontrare i pm che si stanno occupando del caso Serinper e per questo ieri mattina sono entrate in Tribunale con un megafono, urlando la loro rabbia e dichiarandosi inascoltate dalla magistratura. E sono state presto allontanate dal palazzo di giustizia: «Non ci interessano le possibili denunce a nostro carico – dicono le due mamme – Questa è la nostra protesta, sappiamo cosa rischiamo».
La sera sono arrivate altre mamme con pasta calda e panini per la cena; le due donne hanno dormito in auto sotto alcune coperte, «ma il freddo è stato tanto» raccontano; la mattina hanno potuto lavarsi, cambiarsi e fare colazione al bar del Tribunale e sui social è nato l’hashtag #iostoconraffaellina.
Manuela D’Angelo
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