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in procura 

Un nuovo filone d’inchiesta sui maltrattamenti

M.D.A.
Un nuovo filone d’inchiesta sui maltrattamenti

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massa. ll secondo filone di indagini sulla cooperativa Serinper esiste, è corposo e riguarda i presunti maltrattamenti che mamme e minori subivano all’interno delle case di accoglienza gestite da Alessio Zoppi, Tamara Pucciarelli ed Enrico Benassi.

Entro la fine di gennaio il sostituto procuratore Marco Mansi, che ha preso in eredità quella parte delle indagini, potrebbe ricevere l’informativa finale dei carabinieri ed avere un quadro preciso di ciò che è stato scoperto in questo anno. Potrebbero subentrare nuovi elementi e figurare nuovi indagati. Starà a Mansi formulare nuove accuse e chiedere, se riterrà esistano le condizioni per farlo, ulteriori rinvii a giudizio, per reati cosiddetti di codice rosso, non soltanto verso i minori ospiti delle strutture della cooperativa, ma anche delle loro madri, firmatarie di decine e decine di denunce in cui si descrivevano “schiave”, “vessate”, “tormentate psicologicamente” e “ricattate”, tanto da essere terrorizzate dalla preoccupazione di poter perdere i loro figli. All’inizio l’inchiesta Serinper non si articolava in filoni: la Procura iscrisse nel registro degli indagati 22 persone, per reati che andavano dalla corruzione ai maltrattamenti; la mole di lavoro e di dati fece optare poi per uno stralcio di alcune posizioni e situazioni: soltanto 11 persone, i politici coinvolti e gli amministratori di Serinper, ricevettero l’avviso di conclusione delle indagini e per loro la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, su cui il gup deciderà il prossimo 31 marzo, durante l’ultima udienza preliminare.

L’inchiesta è stata poi divisa in due filoni: uno dei due inerenti le ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite, ma anche business dell’accoglienza, sovraffollamento nelle strutture e gestione dei soldi pubblici che per anni, secondo le accuse, avrebbero arricchito la cooperativa a danno della qualità dei servizi. E poi un filone sulle condizioni di vita dei bambini. Il filone “codice rosso”. Gli inquirenti per tutti questi mesi hanno continuato ad indagare su ciò avveniva all’interno delle case di accoglienza Serinper e infatti l’indagine principe, la prima, aveva già richiamato l’attenzione sulle operatrici, le educatrici, i custodi, gli psicologi, i dipendenti e gli ex dipendenti della cooperativa, inserendoli nel registro degli indagati. Oggi quei nomi potrebbero essere confermati dal pm Marco Mansi, oppure no, come potrebbero spuntare nuovi coinvolti e nuove accuse. La prima informativa contava oltre mille pagine di intercettazioni e denunce ed è possibile che altrettante compongano il quadro finale dell’intera inchiesta. Cosa è accaduto davvero nelle strutture della cooperativa Serinper (che oggi ha cambiato nome) quando le mamme non vedevano? I bambini erano sereni? Erano protetti? E soprattutto erano al sicuro? La Procura analizzerà le prove raccolte dagli inquirenti e cercherà nei prossimi mesi di rispondere a queste domande.

M.D.A.

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