Il dolore
«Una decisione gravissima, penalizza un intero settore»
massa. Il presidente di Confcommercio Bruno Ciuffi e il presidente di Confesercenti Stefano Gazzoli esprimono tutta la loro forte contrarietà all’ordinanza del sindaco di Massa, che ha disposto la chiusura anticipata a mezzanotte di tutti i locali del territorio comunale, auspicando un ripensato su questa misura.
«Una decisione gravissima – commentano in una nota i rappresentanti delle due associazioni di categoria – che va a penalizzare, senza alcuna logica, un numero enorme di attività commerciali già oltremodo colpite dalle ricadute dell’emergenza sanitaria in atto. Questa ordinanzava a punire in modo indiscriminato un intero comparto, chiamando in causa esercizi di vicinato, esercizi di somministrazione alimenti e bevande ed attività artigianali di alimentare con annesso commercio di cibi e bevande, la maggior parte dei quali non ha alcun legame con il fenomeno della cosiddetta malamovida». Un’ordinanza del tutto sproporzionata quindi, proseguono Ciuffi e Gazzoli: «Si pensa forse davvero di ridurre i contagi sottraendo due ore di lavoro ai locali del territorio comunale, quando ad oggi il consumo nei locali è consentito tramite green pass rafforzato?», si domandano i due presidenti. «Per problemi mirati servono risposte altrettanto mirate, e sicuramente non è una risposta mirata questa ordinanza generica, sbagliata e punitiva per un’intera categoria, che ha l’aggravante di essere stata firmata senza neppure una telefonata interlocutoria di confronto con le nostre associazioni, che sono state convocate una sola volta a dicembre. Quando si parlava di misure calibrate su un’area specifica e non certo sull’intero territorio comunale. L’alibi “gli esercenti continuano oltre gli orari di chiusura” non regge. Le associazioni non difendono i comportamenti errati, nel caso ci fossero, ma per evitarli è necessario fare controlli ed eventualmente chiudere chi sbaglia. Pensiamo a cosa accadrebbe in una grande città applicando la stessa restrizione». Questa ordinanza, conclude la nota: «ci appare più come una resa di fronte all’incapacità di controllo del territorio. Ecco perché chiediamo a gran voce sin da ora al sindaco di rimettere mano al più presto all’ordinanza, coinvolgendo le associazioni di categoria».
I.Z.
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