Il Tirreno

L’impianto zum zeri 

Poca neve e caos ristori Così sciare è un rebus «Ma noi non molliamo»

R.S.

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Zeri. «Certo pensare che l’anno scorso, in questo periodo, eravamo sommersi dalla neve alta 3-4 metri e oggi ci troviamo con appena 30-40 centimetri fa un po’ di dispiacere. Ma non molliamo e anzi ce la mettiamo tutta». Non si può dire che a Maurizio Viaggi, direttore dell’impianto sciistico dello Zum Zeri, manchi l’ottimismo e anche un pizzico di sana autoironia nel riportare alla mente la stagione 2020-2021 che fu caratterizzata da una straordinaria precipitazione nevosa, ma che, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, non poté essere sfruttata dagli amanti dello sci per la chiusura degli impianti sciistici su tutto il territorio nazionale. Oggi, per fortuna, le cose vanno un po’ meglio e le cime innevate hanno fatto scattare sull’attenti gli amanti della montagna che, dopo un anno di stop totale, si sono messi ad affilare le lamine degli sci per tornare sulle piste. Così è stato anche a Zeri che ha riaperto i battenti dallo scorso 5 dicembre: «Abbiamo scelto quella data perché ha un valore fortemente simbolico per il nostro impianto. Infatti il 5 dicembre del 1971 è partita l’avventura dello Zum con lo skilift del Camposcuola e una manovia dalla chiesetta. Abbiamo voluto ricordare l’impegno dei pionieri di allora e festeggiare così i 50 anni di vita dello Zum Zeri con i tanti traguardi importanti maturati nel suo cammino». Una riapertura graduale, prima limitatamente al campo scuola poi con l’apertura dello skilift, delle piste per la ciaspolate e di una pista di discesa. Per ora, come abbiamo anticipato, la neve non è stata proprio copiosa in questa stagione invernale. «Qualcosa era arrivata a metà dicembre. Poi il caldo anomalo del periodo pre-natalizio, con tanta pioggia, ha in pratica sciolto tutto. Per fortuna c’è stata una bella nevicata a inizio gennaio che ci ha permesso il ritorno degli amanti dello sci. Ci auguriamo che il meteo ci dia una mano». Intanto dal 10 gennaio sono cambiate le regole. Infatti per accedere alle piste da sci, funivie, cabinovie e seggiovie sarà necessario esibire il super Green pass rafforzato. Non basterà più la versione base del Green pass. E, altro adempimento che è entrato in vigore dal 2022, c’è l’obbligo di assicurazione in corso di validità, per gli amanti dello sci alpino, che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi. Viaggi non fa mancare una nota polemica, soprattutto su come sono stati gestiti i ristori: «Abbiamo deciso di non chiederli neanche perché avremo avuto solo poche centinaia di euro. Da un lato perché c’è la presenza del ristorante che non ne fa un impianto sciistico “puro”. E dall’altro perché nella stagione sciistica precedente (quella 2019-2020) c’era stata poca presenza a causa della scarsità della neve. In pratica sono stati aperti soli i campi scuola per le scolaresche, ma sono prestazioni che non facciamo pagare e quindi non rientrano nei rimborsi. Mi dispiace dirlo – conclude Viaggi – ma sono ristori che sono stati pensati per i grandi impianti sciistici alpini e non per piccole realtà». Per questo c’è preoccupazione per il prossimo futuro.

R.S.

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