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Cave e progetti per la città, la proroga adesso è più vicina

Claudia Cella
Cave e progetti per la città, la proroga adesso è più vicina

Il Comune punta a portare la scadenza alla fine di marzo e non più al 28 febbraio L’opposizione: «Ma non basta, serve più tempo: c’è il rischio di nuovi ricorsi»

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Claudia Cella

carrara. Articolo 21 il tempo stringe e il termine per la firma delle convenzioni con il Comune (ottobre 2023) – assicura il vicesindaco Matteo Martinelli – non è poi così lontano. Specialmente perché nella finestra temporale che va dal 28 febbraio 2021, attuale scadenza per la presentazione dei progetti, a ottobre 2023, termine per la stipula delle convenzioni, le attività sono tante e impegnative. Ma alla luce delle modifiche proposte al Regolamento, già al centro nelle settimane scorse di un botta e risposta tra l’amministrazione e Italia Nostra, l’opposizione chiede uno spostamento della deadline di fine febbraio. Di «almeno tre mesi», nel caso di Cristiano Bottici (Pd), e di sette-otto, addirittura, per Andrea Vannucci (Insieme per Carrara). Il tema è stato al centro di una discussione in commissione marmo, riunitasi ieri in modalità telematica per fare il punto sulle proposte di modifica all’articolo 21. Articolo che, lo ricordiamo, prevede la possibilità, di estendere la durata del periodo transitorio per i concessionari di cava che presentino progetti con ricadute positive sul territorio, in estrema sintesi. Le recenti modifiche – aveva evidenziato il sindaco in una lettera a Italia Nostra – «riguardano modalità operative e sono mirate soprattutto a favorire il lavoro degli uffici comunali e della commissione di valutazione, che sarà istituita con indirizzi chiari e criteri oggettivi. La decisione di stralciare un capoverso – aveva aggiunto il primo cittadino – dando così la possibilità di attingere per i progetti di interesse generale anche dal piano triennale delle opere pubbliche, punta alla realizzazione più celere degli stessi». Tradotto: si tratta di modifiche che non vanno a intaccare la struttura del regolamento, ma che mirano a snellire e rendere l’intero iter più celere. La questione verrà trattata nel dettaglio la settimana prossima, nel corso di altre due sedute della commissione marmo, prima di approdare in consiglio comunale. Al momento i membri si sono limitati a discutere sulle tempistiche. Una prima proposta di slittamento della scadenza per la presentazione dei progetti arriva in realtà proprio dalla giunta: è quella del 31 marzo, termine che permetterebbe alle imprese di avere un mese di tempo in più per presentare i propri progetti. Tale proroga tuttavia non sarebbe sufficiente per Vannucci e Bottici i quali, tra le altre cose, temono che le modifiche possano dar luogo a una serie di ricorsi. Ma sotto questo aspetto, Martinelli non è preoccupato: «In un momento di conflitto forte come quello che stiamo vivendo – ha detto – è chiaro che qualsiasi cosa si fa è sempre suscettibile di obiezioni da parte di qualcuno. Da questo punto di vista, però, siamo relativamente tranquilli. Il regolamento è fuori da circa sei mesi e i termini sono noti a tutti. E la notizia delle modifiche è di dominio pubblico. Gli operatori sono ben a conoscenza di tutto. In più, credo che con queste modifiche rendano il regolamento più digeribile che contestabile. Vedremo poi come andranno le cose in futuro, ed eventualmente si correggerà il tiro». Al momento progetti a palazzo civico non ne sono arrivati. Ma qualcosa bolle in pentola e a darne la conferma è Martinelli stesso, che prevede l’arrivo di un gran numero di proposte da valutare, sottolinea, «in non meno di tre mesi». Un motivo in più per non perdere altro tempo.

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