Il Tirreno

in consiglio comunale 

«Cartaro, individuare le fonti della marmettola»

«Cartaro, individuare le fonti della marmettola»

Paolo Menchini chiede di far pagare a chi inquina le opere sul potabilizzatore. L’assessore: serve un accordo con Carrara

2 MINUTI DI LETTURA





massa. L’ammodernamento del potabilizzatore del Cartaro, prima fonte d’acqua del comune e i costi per trattamento e smaltimento fanghi, sono stati in consiglio comunale l’occasione per fare il punto sulla necessità di un protocollo per individuare le fonti della marmettola.

«Durante il sopralluogo della commissione ambiente – spiega Paolo Menchini, autore di una interrogazione sul tema – ci sono stati illustrati lavori di ammodernamento, ma ho constatato che l’acqua in entrata, proveniente dalle fonti grandi del Cartaro, era torbida, nonostante la giornata appena piovosa». Il valore di torbidità infatti era di 31,8 Ntu, oltre la soglia di 1 Ntu. Chiaramente un valore in entrata – chiarisce a più riprese Menchini – per non suscitare allarmismi; ma che comunque richiede trattamenti, sia all’ingresso che all’uscita dall’impianto. «Ciò invece non accade alla fonte piccola del Cartaro, non interessata dalla marmettola e che non a caso viene immessa direttamente nella parte finale dell’impianto di potabilizzazione».

Menchini ha chiesto il costo dell’ammodernamento e quello per il trattamento e smaltimento dei fanghi e se siano state individuate le attività che contribuiscono all’intorbidamento, in modo da imputar loro, secondo un principio di “chi inquina paga”, la quota parte dei costi che altrimenti sarebbero in capo solo alle utenze di Gaia. Proprio il gestore idrico ha risposto all’interpellanza, dicendo che il costo dell’ammodernamento è di 998mila euro, mentre quello per i fanghi prodotti, in tutto 353 tonnellate tra l’ottobre 2020 e ottobre 2021, è intorno ai 250mila euro. Diverso esito invece per la domanda sull’accertamento delle attività che intorbidiscono le acque. Infatti, come ha spiegato l’assessore all’ambiente Paolo Balloni, per fare un accertamento puntuale sul contributo di ogni singola cava serve un’intesa con il comune di Carrara, vista la natura carsica del bacino idrico e la presenza di cave sul loro versante. Per questo, conclude l’assessore, «sarà cura degli uffici concordare con Carrara uno studio sulla provenienza della marmettola», dal momento che la città del marmo aveva riscontratola necessità di una regolamentazione sulle tematiche ambientali delle aree di confine. Risposta però non accolta dal consigliere che ha lamentato «la solita deludente litania. L’assessore ha detto che è necessario uno studio per determinare puntualmente l’inquinatore, ma nel frattempo consentono l’apertura di due nuove cave sopra il Cartaro, e a pagare i costi di chi inquina sono sempre e solo i cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web