Sicurezza
Nel 40% dei negozi di Avenza non si può pagare con il bancomat
Il caso in via Giovan Pietro: su 21 esercizi solo 13 sono dotati del sistema che consente di non usare contanti. Dal primo gennaio prossimo scatteranno le multe
CARRARA. Dal primo gennaio del 2023 scatterà la possibilità di multa per i negozi, gli esercenti e gli ambulanti privi di Bancomat. In diversi, però, nella centralissima strada dello shopping di Avenza, via Giovan Pietro, non sono ancora dotati del sistema di pagamento elettronico. Ma cosa dice la legge? E cosa può fare il cittadino se si vedesse negare la possibilità di pagare con la carta di credito, con quella di debito o con altri sistemi digitali?
Abbiamo percorso l’asse di via Giovan Pietro ad Avenza, fitta di negozi e realtà commerciali, dove quasi il 40% delle attività risulta senza lettore per i pagamenti elettronici. Su ventuno esercizi visitati, tredici si sono invece già dimostrati in linea con la legge che verrà. Una strada a due velocità, che contrappone lettori bancomat e registratori di cassa avveniristici, direttamente collegati con l’Agenzia delle Entrate, ad altre attività che ancora devono dotarsi del necessario. C’è ancora tempo, ma nel giro di un anno tutti i gestori saranno tenuti a disporre di un lettore di carte (anche quelle virtuali, ovvero installabili ed adoperabili, ad esempio, dal proprio cellulare), con cui concedere al consumatore anche pagamenti di basso importo. Pena, una multa e soprattutto il rischio di finire nel mirino dei controllori. L’obbligo di avere il Pos (o bancomat) nel proprio esercizio era già in vigore da dieci anni. Lo introdusse il Governo Monti e risale al decreto Crescita 2.0 (decreto-legge 179/2012, articolo 15, comma 4), rivisitato poi successivamente, nel 2014 e nel 2016. Ciò che però mancava, era la possibilità di elevare sanzioni a chi non si fosse adeguato alla normativa vigente.
Dal 1 gennaio 2023, invece, gli organi competenti potranno procedere nei confronti di commercianti, artigiani, attività di ristorazione, avvocati, commercialisti, medici, notai e liberi professionisti che hanno un rapporto diretto con la clientela, hotel, B&B e agriturismi. Queste figure avranno pertanto un anno di tempo per adeguarsi, come indicato nell’articolo 19-ter (comma 4 bis) con disposizioni urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Va detto che sono sempre di più i cittadini che preferiscono uscire di casa con poco contante, prediligendo il sistema di pagamento elettronico anche per piccole spese, talvolta anche per pagare cornetto e caffè. Ma qualche irriducibile c'è. Cosa potrà fare, quindi, il consumatore, se dovesse vedersi rifiutare la possibilità di pagare con il bancomat? Già ora potrebbe segnalare la cosa agli organi di riferimento, ma dal 2023 scatterà anche la multa per il gestore, pari a 30 euro, maggiorati del 4% dell’importo della transazione. In pratica, anche per pochi euro, si correrebbe il rischio di ricevere una spiacevole sanzione.
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