Il Tirreno

«Il Covid ti devastava e dovevi convivere con la paura di morire»

Chiara Sillicani
«Il Covid ti devastava e dovevi convivere con la paura di morire»

Gianni Lorenzetti si è ammalato durante la prima ondata nel 2020 E sui casi attuali: sono tantissimi, ma contagiarsi fa meno paura 

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Il tempo non sempre dissipa il ricordo. Spesso quel ricordo, soprattutto se doloroso, rimane nitido. Certo è nitida la fotografia che Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della Provincia, ha scattato quando si è ammalato. Non dimentica, Lorenzetti, la paura dopo aver contratto il Covid, il timore che la tosse si facesse più insistente e lui dovesse correre in ospedale. A marzo 2020 quando gli italiani, sconvolti, vedevano sfilare a Bergamo i camion militari che trasportavano bare.

Presidente, lei il Covid lo ha conosciuto nel periodo più duro...

«Sì, mi sono ammalato nel marzo del 2020. Fortunatamente non ho avuto bisogno di ricovero, ma è stato pesantissimo, non soltanto dal punto di vista fisico. Psicologicamente era devastante. Erano i giorni in cui sfilavano i camion militari a Bergamo, la pandemia ci aveva costretto a ripensarci, a ridimensionare il nostro senso di onnipotenza e di immortalità. In quei giorni non vedevamo prospettive, non c’erano certezze, gli ospedali erano in difficoltà, ancora non avevamo indicazioni sui farmaci, l’eparina, per evitare trombosi, non si somministrava ancora. Mentre stavi male fisicamente, speravi di non peggiorare, di non dover essere ricoverato, temevi la morte. Adesso è un quadro ben diverso».

Un quadro ben diverso. Questo significa che se adesso si ammalasse uno dei suoi cari, lei sarebbe più sereno di quanto siano stati loro durante la sua di malattia?

«Certamente, avrei meno paura. Adesso c’è più consapevolezza e conoscenza del virus, gli ospedali sono più pronti. Ma soprattutto, ora c’è il vaccino a proteggerci. Ci sono persone che hanno sconfitto i Covid – ne conosco personalmente – proprio grazie al vaccino, persone che, per fragilità pregresse, senza copertura vaccinale avrebbero rischiato la vita. Oggi a fronte di un contagio diffusissimo, il numero dei ricoveri è più basso che in passato e le ospedalizzazioni riguardano soprattutto i non vaccinati. Se oggi uno dei miei famigliari prendesse il Covid sarei certo più sereno di quanto non sarei stato nel marzo 2020».

Sindaco, con la variante Omicron il virus si diffonde rapidamente e le assenze nei luoghi di lavoro sono moltissime. Come va negli enti pubblici? Comune e Provincia?

«In media nelle aziende si registra un 30% di assenze legate al Covid e alle quarantene. Quella stessa percentuale interessa gli enti pubblici con la necessità di provvedere alla riorganizzazione del lavoro».

Fotografi la situazione attuale: qual è il quadro secondo lei?

«Io non sono un esperto, ma leggendo i pareri di chi conosce la materia, credo – come sostengono molti – che questa ondata così pesante, con così tante persone contagiate dal virus, porti alla immunità di gregge». Tantissime persone con il Covid o in quarantena, difficoltà per le aziende, le scuole, gli enti pubblici. Gli effetto del covid sulla salute sono meno gravi, ma l’impatto sulla società e l’economia è pesante. Lei cosa pensa?

«La mia premessa è che è necessario vaccinarsi. Credo che per chi non si vaccina debbano esistere limitazione, ma ritengo anche che, in questa fase, chi si è vaccinato e contrae il virus come asintomatico o paucisintomatico dovrebbe potersi sottrarre dai continui tamponi».



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