Il Tirreno

all’ospedale e nei distretti 

«Carenza di personale, servizi rallentati»

C.S.
«Carenza di personale, servizi rallentati»

Trenta sanitari a casa per il virus. Valerio Musetti (Cgil): situazione critica, mancano anche gli infermieri per fare i test

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massa. Sono 30, tutti quanti costretti a casa dal Covid. Contagiati o entrati in quarantena tra il primo giorno dell’anno e ieri, non possono tornare in corsia. Medici, infermieri, tecnici di laboratorio e radiologia che in questi giorni non sono in ospedale, né nei distretti. La variante Omicron contribuisce ad una rapidissima diffusione del virus e non risparmia nessuno. Per il mondo della sanità doppiamente dura: da una parte il lavoro per affrontare la quarta ondata epidemica, dall’altra un personale ridotto dallo stesso Covid. Ridotto dal virus, appunto, ma non soltanto perché – Valerio Musetti, coordinatore Fp Cgil per l’Asl Toscana nord ovest ne è certo – la mancanza di organico è ormai condizione “strutturale”. Con effetti sui servizi erogati e sulla qualità di vita e i livelli di stress di tutto il personale sanitario: «La mancanza di organico – Musetti traccia un quadro – interessa ospedale e territorio». A partire dai laboratori di analisi dei tamponi: «Mancano oltre 40 infermieri in tutta l’azienda per poter garantire una risposta sufficiente sul fronte tamponi». Tamponi, ma anche tracciamento: «Sono necessarie assunzioni per ricostruire i contatti tra positivi, attualmente vengono utilizzati i tecnici della prevenzione, dirottati dalla loro attività di controllo sui posti di lavoro. Il reparto di cure intermedie Covid è chiamato a misurarsi – prosegue l’analisi di Musetti – con posti letto insufficienti e carenza di personale».

Difficoltà che – il sindacalista ne è certo – investono anche i servizi territoriali, a partire dalle unità di continuità assistenziali, le Usca, che si fanno carico di curare a domicilio i pazienti positivi: «È necessario un potenziamento delle Usca per evitare una aumento esponenziale degli accessi in pronto soccorso. Pronto soccorso che già si misura con una carenza cronica e con la mancanza di 90 medici in tutta l’azienda di cui 14 a Massa. Il quadro di difficoltà – Musetti lo evidenzia con chiarezza – è amplificato dalla mancanza di medici di famiglia su tutto il territorio provinciale».

E sulla riorganizzazione ospedaliera, Musetti evidenzia una «riduzione dell’attività chirurgica ordinaria per mancanza di medici anestesisti, ridotti da 16 a 8 i posti letto di sub intensiva riducendo gli interventi cardiologici, carenza di personale infermieristico al day hospital oncologia Carrara, dove purtroppo, dai dati in nostro possesso, è aumentata l’attività e un numero di personale infermieristico insufficiente garantisce risposte ai pazienti. Poi vi sono le mancate sostituzioni per le assenze di personale Covid positivo, delle lunghe assenze, dei pensionamenti, delle brevi assenze per malattia, del personale non vaccinato e sospeso. Se nell’intera Asl Toscana nord Ovest sono state sospese 200 persone, 20 tra medici, infermieri, tecnici e ostetriche, lavoravano a Massa Carrara». I contagi crescono e, nonostante i casi più gravi siano meno, il timore è che si profili il rischio di stop o di rallentamento alle altre attività: «Non c’è solo il Covid e non vorremmo che si ripetesse quanto avvenne due anni fa, quando in tutti gli ospedali provinciali vi fu una chiusura di tutte le attività ordinarie».



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