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nuovi paesaggi urbani 

Parco pubblico o giardino storico? Questo il dubbio

Parco pubblico o giardino storico? Questo il dubbio

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massa. Sul progetto di riqualificazione del parco della Rinchiostra si è espresso anche il gruppo “Nuovi paesaggi urbani”, peraltro presente con Daniele Terzoni al presidio di ieri mattina. Anche l’associazione non ha dubbi sulla necessità di un profondo recupero strutturale del parco, ma contesta le scelte fatte dall’amministrazione. Analizzando il progetto, il gruppo ha sollevato una serie di osservazioni che riguardano la fase progettuale, la funzione del parco e i possibili futuri sviluppi: «La notizia che si è solo proceduto ad una mappatura delle specie arboree presenti ci lascia perplessi – scrive il gruppo – dal momento che si poteva procedere con diversi rilievi, verificare l’eventuale presenza di reperti o segni di quanto resta dell’antico giardino. Non si comprende se esista l’intenzione di dare a questo intervento valenza di parco pubblico o parco storico. È stata fatta una valutazione della ricaduta socio economica di una scelta o dell’altra?».

Perché – spiega il gruppo – un parco storico avrebbe sì tutta una serie di ricadute, economiche e turistiche, ma richiederebbe una diversa manutenzione. L’idea dell’associazione è che il parco resti a vocazione pubblica, ma con particolari protocolli di fruizione nel rispetto di specifici percorsi e che lo stesso giardino venga ripristinato attraverso il coinvolgimento di esperti in materia, in grado di garantire le caratteristiche geometriche e le essenze tipiche dei giardini liguri apuani. Un giardino «eclettico», ma che non di meno richiede una messa a dimora di piante in sintonia con quelle preesistenti.

«L’idea di un arricchimento floreale (rose e camelie) ha riscontro con la tradizione più volte citata?». E poi tante altre domande e richieste di chiarimenti, dal tipo di fontane ai giochi d’acqua, i cavi elettrici interrati, i protocolli gestioni, o l’opportunità di conservare i pini che vennero piantumati negli anni ‘80 a ridosso dei vialetti: «La loro presenza è discutibile, ma al tempo stesso consentono un’ombreggiatura che altrimenti non potrà essere ripristinata al più presto, in caso di rimozione».

Certamente il gruppo riconosce qualche “merito”, come lo sforzo di non abbattere alberi se non quando in conflitto con i tracciati dei vialetti, o le buone intenzioni per rendere il parco più fruibile rispetto a quanto sia oggi. Ma si augura che gli impegni assunti dall’amministrazione in conferenza stampa vengano mantenuto.

“Nuovi paesaggi urbani” offre anche alcuni suggerimenti per il futuro: «Auspichiamo che si possa pensare all’acquisizione dei lotti retro villa, dove c’è il campetto da calcio e altre aree limitrofe, con due scopi: il primo di reintegrare uno spazio, già appartenente al complesso della villa e ceduto dalla Curia; il secondo di trasferire in quest’area tutte quelle funzioni legate ai giochi per bimbi e adulti, lasciando al giardino alberato il ruolo contemplativo, di riposo e di spazio culturale». E poi che si pensi ad una variante più razionale e funzionale, con una fruizione «più adeguata e potenzialmente adatta ad ospitare iniziative culturali, in prosecuzione delle esperienze già attivate negli anni passati».

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