Gioco
Sodini: «Fatturati colpiti dal Covid Vi dico come il sistema ha tenuto»
Massa Carrara. Prima di tutto le premesse. Un paio, almeno: quella di un’economia apuana che – come hanno certificato gli studiosi dell’Istituto studi e ricerche della camera di commercio nelle scorse settimane nel rapporto intermedio del 2021 – è tornata a conoscere con insistenza i segni più spalmati su vari settori (export su tutti); poi, spiega direttamente il commissario straordinario dell’ente camerale della provincia di Massa Carrara Dino Sodini, «bisogna dividere tra problemi del momento e quelli strutturali, così come è necessario ribadire che ogni impresa ha la sua storia, il suo settore di riferimento nel quale la pandemia si è fatta più o meno sentire». Ecco, dopo le premesse, le riflessioni, numeri alla mano – quelli ricavati dall’elenco tenuto dal tribunale di Massa (sezione procedure fallimentari) – dei 26 fallimenti di aziende in provincia nel corso dell’anno appena passato, con la parentesi del 2020 con nove imprese che hanno aperto la procedura di fallimento. Numeri più contenuti se ricalibrati con il 2019, ma non solo. «La nostra provincia – commenta allora Sodini – è abituata a numeri più alti in termini di aziende che non ce l’hanno fatta, lo so bene. Credo, e lo dico prima di tutto da imprenditore, che le misure governative, parlo soprattutto del decreto liquidità, abbiano tenuto in piedi l’economia. Gli aiuti statali hanno contenuto quella che, altrimenti, poteva essere davvero un’emorragia con il Covid pronto a inserirsi in un contesto in difficoltà. Possiamo invece dire che il decreto liquidità ha di fatto scongiurato numeri più elevati come chiusure e fallimenti», aggiunge Sodini.
Domanda d’obbligo, anzi due: i perché e, archiviati gli aiuti, quali stagioni si prospettano per l’imprenditoria apuana e più generalmente per il nostro tessuto economico. «Se gli effetti delle misure dureranno nel tempo è presto per dirlo, hanno avuto però il pregio di frenare una crisi che ha morso forte. Ci sono tanti fallimenti che riguardano piccole imprese e dimostrano ancora una volta il labirinto articolato per l’accesso al credito che si traduce nella fine per le piccole aziende. La risposta in termini di liquidità in pieno Covid lo dimostra: ha garantito una boccata d’ossigeno a imprese che rischiavano di essere travolte. Io come commissario straordinario posso dire di avere avuto aziende salvate dal decreto liquidità che ha smorzato una compressione dovuta alla pandemia dal 20 al 35% come fatturati».
C’è di più, sostiene Sodini nella sua chiosa che fotografa la tendenza del territorio apuano: «Talvolta la liquidità alle aziende è servita non solo per una boccata d’ossigeno in quel periodo, ma per sistemare il pregresso dando respiro alle imprese con un pre-ammortamento di un anno, poco più. Ecco perché il numero delle aziende che hanno aperto la procedura di fallimento per il 2020 e per il 2021 non è alto come in precedenza, nonostante siano stati gli anni di una pandemia che anche nel nostro territorio si è fatta sentire».
L.B.
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