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Concessioni e progetti Il sindaco fa il punto

Concessioni e progetti Il sindaco fa il punto

Le imprese potranno realizzare opere del piano comunale De Pasquale: interesse pubblico, così evitiamo incompiute

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carrara. Nei giorni scorsi, con tanto di lettera al sindaco, Italia Nostra ha accusato l’amministrazione di condividere il percorso per la modifica del regolamento di disciplina dell’articolo 21 del Regolamento degli agri marmiferi, con Confindustria e Lega coop, senza coinvolgere l’intera comunità. In sintesi, quell’articolo riguarda i progetti di cui le imprese del marmo devono farsi carico per ottenere l’allungamento del periodo transitorio della concessione. A quella lettera arriva la replica del sindaco Francesco De Pasquale il quale spiega che non si è andati incontro alle richieste degli imprenditori, ma si sono definiti aspetti tecnici per consentire che i progetti delle imprese trovino effettiva realizzazione evitando opere incompiute. «La nuova normativa sul marmo – scrive il sindaco – ha seguito un processo di diffusione e di condivisione con tutti coloro che hanno ritenuto partecipare a tali percorsi di legge e se le critiche provengono da estremi opposti significa che è stato fatto un lavoro equilibrato. Le recenti modifiche – il sindaco ribadisce quanto già sottolineato da Matteo Martinelli, assessore al marmo – riguardano modalità operative e sono mirate a favorire il lavoro degli uffici e della commissione di valutazione. La decisione di stralciare l’ultimo capoverso del comma 2, dando così la possibilità di attingere per i progetti di interesse generale anche dal piano triennale delle opere, punta alla realizzazione più celere degli stessi progetti. Gli interventi su nuove infrastrutture pubbliche o l’adeguamento su quelle già inserite nel piano possono sì essere finanziati anche con bandi e mutui, ma si tratta di risorse tutt’altro che certe, spesso soggette a procedure che rendono lunghi i tempi di realizzazione. Dando la possibilità alle imprese di finanziare loro questi progetti, in una compartecipazione pubblico/privato, la collettività potrebbe vederli realizzati in tempi più brevi, riservando i finanziamenti in arrivo da bandi e mutui ad altre opere. La possibilità di modificare il progetto o di presentarne uno nuovo – insiste – non rappresenta nessun regalo alle imprese: è una garanzia per scongiurare l’ennesima infrastruttura abbandonata e incompiuta. Se un progetto proposto in fase di convenzione non potesse andare in porto, ci sarebbe la possibilità di prevederne altri in base all’interesse pubblico. Inoltre i progetti ammessi seguiranno il normale iter delle opere pubbliche, incluso il collaudo. Quella di Italia Nostra – conclude – suona come l’ennesima presa di posizione aprioristica volta a screditare un’amministrazione che ha ispirato la sua azione alla tutela dell’interesse della collettività e mai ha accettato di fare gli interessi di una parte».

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