Gioco
«Adesso la Regione ha titolo a salvaguardare il paesaggio»
L’associazione Tam Cai sottolinea che l’impresa nel comprensorio Alpi Apuane deve essere conformata alla tutela dell’ambiente
massa. Il Tam Cai interviene sulla sentenza del Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso di numerose società concessionarie di cava: «Eravamo curiosi di leggere i commenti di qualche ricorrente, le opinioni di qualche politico, gli interventi di qualche “esperto” in materia. Invece tutto tace. Eppure le parole espresse dai giudici non lasciano dubbi soprattutto nell’articolazione del giudizio che esprimono: la titolarità della Regione nel difendere il paesaggio e il territorio è preminente e può limitare l’iniziativa privata se questa rischia di compromettere, appunto, paesaggio e territorio. Poi un paesaggio non comune, non banale, ma un “unicum”, così sono intese le Alpi Apuane dai giudici, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Non solo la legislazione italiana, ma “anche la giurisprudenza comunitaria – il Tam Cai cita la sentenza – ha chiarito che restrizioni della libertà economica sarebbero ammesse (purché non discriminatorie, adeguate e proporzionate) per motivi imperativi di interesse generale, quali la protezione dell’ambiente e la razionale gestione del territorio, e che tali restrizioni possono anche prendere la forma di misure preventive».
«Il giudice chiarisce – continua il Tam Cai – che “nel comprensorio delle Alpi Apuane il diritto di esercizio della libertà d’impresa, segnatamente dell’attività ad alto impatto paesaggistico-ambientale di cava di materiali lapidei, è fortemente condizionata e profondamente conformata dal raffronto con gli interessi pubblici di tutela paesaggistico-ambientale”. Bene, tutto questo, che segna e un punto forte nella interpretazione dell’attuale normativa e concede poteri alle regioni e ai comuni importanti, non si è meritato alcun intervento. Capiamo che per le aziende ricorrenti lo schiaffo è stato importante, forse inatteso, ma rileviamo che altrettanto imbarazzate sono le pubbliche amministrazioni che oggi non hanno più l’alibi nella interpretazione della salvaguardia ambientale versus iniziativa privata».
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