Lutto
Covid, allarme per i servizi «Poco personale a Licciana»
Appello all’Asl da parte dei primi cittadini dei partiti di centrodestra «Ufficio igiene sovraccarico, occorre potenziarlo per affrontare la pandemia»
Gianluca Uberti
LICCIANA NARDI. I sindaci lunigianesi di centrodestra ritengono che sia urgente intervenire per il potenziamento dell’ufficio igiene di Monti di Licciana Nardi.
Secondo i primi cittadini dei Comuni di Licciana Nardi, Renzo Martelloni, di Tresana, Matteo Mastrini, di Pontremoli, Jacopo Ferri, di Casola, Riccardo Ballerini, e di Villafranca, Filippo Bellesi, infatti, «la buona gestione dell’emergenza Covid passa essenzialmente dall’attività di questo ufficio».
Il tema è stato già affrontato dall’assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana e ora i cinque sindaci vogliono sollecitare in tal senso il direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani.
«L’ufficio igiene – scrivono Martelloni, Mastrini, Ferri, Ballerini e Bellesi – è diretto dal Ruf (Responsabile unità funzionale), ovvero dal dottor Francesco Sacchelli, ormai prossimo alla pensione, che sentiamo di dover ringraziare per lo straordinario contributo offerto in questi quasi due anni di pandemia: un medico sempre disponibile senza limiti di orario né risparmio di energie nei confronti delle nostre comunità. Inoltre, presso l’ufficio, sono operative tre infermiere che, all’85%, si occupano, con grande impegno, del Covid: dall’archiviazione delle schede Istat al loro invio ai Comuni, alla conservazione dei dati per l’utenza. Occorre, però, non dimenticare le attività ordinarie di questo ufficio, preesistenti al Covid, che non sono affatto scomparse, anche se risultano, in parte, sacrificate: dalla malattie infettive in genere (tubercolosi, meningite, legionella, salmonella, pediculosi, ecc.) , le cui schede devono essere caricate su portali regionali e nazionali, alla sorveglianza dei profughi. Un carico su cui grava anche l’enorme mole di lavoro determinato dalla sorveglianza attiva dei casi positivi al Covid. A questi operatori si aggiungono quattro tecnici della prevenzione, che, prima del Covid, avevano moltissime attività da svolgere: dal controllo delle acque degli acquedotti e delle piscine alla verifica di situazioni infettive, dalla sorveglianza su estetiste e parrucchieri, ai corsi per i funghi e fitosanitari, ai controlli sull’amianto».
E così proseguono: «A ciò si aggiunga come prima i campionamenti venissero ritirati tutti i giorni, a Monti, e come adesso ciò avvenga solo due giorni a settimana, a Massa. Se a tutte queste attività aggiungiamo il tracciamento dei casi positivi e il loro caricamento sul portale Sispc, si potrà capire come l’ufficio igiene, fondamentale per controllare la pandemia, con sole sette o otto persone sia ormai al limite delle proprie forze» fanno notare i cinque sindaci lunigianesi.
Quindi, secondo Martelloni, Mastrini, Ferri, Ballerini e Bellesi, è qui che si deve intervenire subito «sia per quanto riguarda il Ruf che per quanto attiene alla disponibilità di un maggior numero di infermieri e di tecnici, i quali possano rispondere a tutti questi bisogni nelle attuali condizioni di emergenza».
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