Proteste
«La richiesta dei genitori c’è, difficoltà solo organizzative»
massa carrara. Una risposta importante, per certi versi più del previsto. I pediatri della provincia di Massa Carrara non devono “inseguire” i genitori per suggerire loro di vaccinare i propri figli contro il Covid. Quello che sta succedendo semmai è il contrario: sono i genitori che chiamano per prenotare la vaccinazione. E la lista degli appuntamenti è pressoché esaurita in tutti gli ambulatori del territorio per l’intero mese di gennaio. La conferma arriva dalla dottoressa Fabiola Salvetti, pediatra di famiglia e segretaria della Fimp (Federazione italiana medici pediatri).
«Sicuramente abbiamo tantissima richiesta e quasi difficoltà ad esaudirla – spiega la dottoressa – E la risposta che abbiamo avuto anche in questi giorni si lega, riteniamo, alla imminente riapertura delle scuole e alle ipotesi avanzate rispetto alle nuove norme sulla positività in classe e la didattica a distanza rispetto alle quali il vaccino diventa ancora di più un aiuto, una copertura per i bambini per consentire loro di frequentare».
Che tipo di difficoltà devono affrontare i pediatri in questo momento?
«Alla luce delle tantissime richieste le difficoltà sono solo di tipo organizzativo. I vaccini arrivano settimanalmente e ancora prima della fine della settimana esauriamo el prenotazioni. Parlo a nome dell’intera categoria e posso dire che a Massa, come a Carrarra e anche in Lunigiana le richieste sono davvero tante tante richieste. Non è facile organizzazione l’ambulatorio in considerazione del fatto che i piccoli pazienti vengono divisi in scaglioni i dieci e può capitare che alcuni di loro nel frattempo si ammalino e non possano presentarsi. Ma anche su questo stiamo cercando di organizzarci creando degli spazi di riserva».
Insomma non si è trattato di dover andare a cercare i genitori per far vaccinare i figli...
«Tutt’altro. Quelli che vogliono vaccinare chiamano e non hanno bisogno di convincimento. Esaurite queste richieste valuteremo se effettuare chiamate ad personam là dove ce ne fosse la necessità. Al momento non è così: c’è grande sensibilità sul tema».
Per quale motivo?
«Forse dipende anche dai anche dati nazionali che dicono quanto la fascia pediatrica sia effettivamente la più colpita in questo moemnto. Lo scorso anno lo scenario era completamente diverso. Adesso sono i bambini che si ammalano e portano il virus a casa».
Cosa pensa del rientro a scuola il 10 gennaio?
«Io sono per la didattica in presenza: questi bambini hanno sostanzialmente già perso due anni e questa esperienza li segnerà parecchio, ha creato vuoti che in qualche modo bisognerà cercare di colmare. È altrettanto vero che rispetto alla pandemia il rientro a scuola favorisce il contagio proprio nella fascia di età che andiamo ora a vaccinare. Sono i bambini degli asili e delle elementari quelli che ora vediamo più spesso contagiati. Anche per questo è importante procedere con le vaccinazioni per cercare di coprire una buona fetta della popolazione scolastica».
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