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l’intervento 

Il Pd su urbanistica e zona industriale: «Si compromette il nostro sviluppo»

Il Pd su urbanistica e zona industriale: «Si compromette il nostro sviluppo»

I consiglieri sulle varianti nelle aree produttive E all’assessora: «Deve presentarsi in commissione»

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massa. Il 23 dicembre è convocata una commissione consigliare urbanistica e all’ordine del giorno ci sono le varianti tra cui quella all’ex Dalmine per il cambio di destinazione d’uso di un’area e quella all’ex Sensi Garden. Alla commissione però l’assessora competente Maura Ferrari non può partecipare perché – motiva in una lettera destinata ai commissari – lo stesso giorno alla stessa ora è convocata giunta. Nella lettera ripercorre gli step burocratico amministrativi delle varianti.

Gli assessori democratici Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Alessandro Volpi e Giovanni Giusti intervengono proprio sulla lettera definendola «preoccupante per molteplici ragioni. In primo luogo – motivano – dimostra il totale disprezzo per le istituzioni. Dopo essere stata più volte invitata in commissione, la responsabile dell’urbanistica della giunta Persiani si limita a mandare ai commissari una stringata paginetta priva di alcuna indicazione chiara. L’unica evidenza è che su alcune questioni la giunta – proseguono i consiglieri democratici – ha già deciso senza considerare il consiglio e senza alcuna discussione politica. Nel merito poi l’amministrazione Persiani ha deciso di cambiare la natura della cruciale zona industriale massese, in cui possono arrivare insediamenti produttivi importanti, inserendo una non ben definita attività commerciale, per cui peraltro mancano del tutto i requisiti urbanistici (il riferimento è all’ex Dalmine ndr). È assai probabile – ipotizzano i democratici – che questo cambio di destinazione metta in crisi il promettente settore della nautica. Non si capisce poi cosa si voglia fare dell’altrettanto importante area Gesco; se la giunta ha il desiderio di collocarvi nuove aree commerciali che certo aggraverebbero in maniera mortale le condizioni di quelle esistenti».

Poi sull’area ex Sensi Garden: «Di nuovo sembra riemergere un piano attuativo che determinerebbe un importante cambio d’uso secondo una procedura quantomeno anomala e forse di incerto interesse pubblico. Risulta chiaramente che il cambio di passo sull’urbanistica imposto dalla giunta trascende dalle procedure, dai regolamenti urbanistici, dagli studi di settore, dalla partecipazione, dalla condivisione con i cittadini, le parti sociali e le stesse istituzioni sovra ordinate (Regione e Provincia), una amministrazione che non garantisce la tenuta e lo sviluppo produttivo della zona industriale apuana – concludono i consiglieri comunali del Pd– non fa solamente una scelta politica-amministrativa sbagliata, ma compromette il futuro di questo territorio».

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