Caso azienda Asmiu, «Non spetta ai sindacati scegliere il dirigente»
massa. L’Asmiu, l’azienda dei rifiuti, è diventata motivo di scontro, anche tra i sindacati. Ad intervenire dopo Cgil e Cisl, sono adesso Massimo Vergazzoli di Fiadel, Pierpaolo Ricci della Uil e Francesco Riccardi della Ugl: «Ultimamente – scrivono – ci chiediamo a che punto come lavoratori si possa arrivare per sentirci privi dell’orgoglio di poter decidere della nostra vita; in azienda abbiamo accettato un posto di lavoro che, per tipologia, risulta sporco, ma non per questo lo deve essere anche per quanto riguarda la nostra dignità. I comunicati diffusi negli ultimi giorni in cui si danno pagelle a questo o a quel dirigente stravolgono, a nostro avviso, qualsiasi merito in ambito sindacale. Prendendo quindi le distanze da valutazioni del tipo “più o meno capace”, vorremmo riaffermare il principio ispiratore del nostro concetto di rappresentanza: a noi interessano prioritariamente le condizioni di lavoro dei lavoratori e la loro condizione economico/sociale e ben ci guardiamo dal sceglierci il dirigente da trovarci di fronte, questa è un’incombenza che lasciamo volentieri al proprietario dell’azienda, senza se e senza ma. Al contempo però non possiamo ignorare – proseguono – che Asmiu abbia operato, negli ultimi tempi, una serie di investimenti importanti sul fronte del rinnovamento mezzi che si sono tradotti anche in importanti ricadute occupazionali, in una fase storica in cui il territorio soffre costantemente la disoccupazione. Ovvio che in questa fase di trasformazione, molte siano le problematiche da affrontare, il porta a porta e la differenziazione da parte dei cittadini del conferimento dell’immondizia non è, di per sé, un processo rapido ed immediato; per questo i lavoratori, oggi, devono a nostro avviso sopperire spesso a ritardi organizzativi, sperando che in breve tempo vengano superati. Quindi ribadiamo che è nostro dovere, come sindacato, confrontarci assiduamente con la dirigenza per migliorare servizi, condizioni e risultati operativi di Asmiu su cui pensiamo ci sia molto da fare, viste le condizioni storiche; quindi, confronto costante, ma restando saldamente ancorati al ruolo di rappresentanza, lasciando ad altri le valutazioni squallide del “lui è meglio dell’altro” perché pensiamo che dietro a questa pratica abbietta potrebbero celarsi interessi di fidelizzazione a questa o quella figura aziendale. Concludiamo ribadendo che nell’interesse dei lavoratori, rimaniamo a disposizione delle altre sigle sindacali per organizzare congiuntamente un’assemblea in cui affrontare le problematiche lavorative».
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