Il Tirreno

la lettera aperta di Italia nostra 

«Sindaco, non consegniamo la città ai signori del marmo»

«Sindaco, non consegniamo la città ai signori del marmo»

Gli ambientalisti bacchettano l’amministrazione:«Le modifiche al regolamento ci lasciano attoniti. Carrara chiede risposte, non perseveri in un pesante silenzio»

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carrara. Una lettera aperta al sindaco Francesco De Pasquale, è quella di Italia nostra che torna ad affrontare la questione degli agri marmiferi. «Il recente regolamento approvato dal consiglio comunale - sottolineano gli ambientalisti – è probabilmente risultato “indigesto” agli industriali del marmo, al punto che l’Amministrazione comunale è intervenuta riscrivendo il corpo dell’art.21, comma 7 e 11, ancora da sottoporre al voto finale del Consiglio comunale – si legge nella lettera – A tale scopo, l’amministrazione, in persona dell’assessore Matteo Martinelli, ha invitato le associazioni più “pesanti” dei cavatori, Confindustria e Lega Coop, ad un incontro per condividere, con gli stessi, la proposta di modifica della “Disciplina di attuazione per l’applicazione dell’art. 21, comma 7 e 11, del Regolamento per la concessione degli Agri Marmiferi“ del Comune di Carrara, già sottoposta all’esame della Commissione consiliare».

«Gentile signor sindaco, ancora una volta ci rivolgiamo a lei, in quanto garante dell’intera collettività e della trasparenza – si legge nella lettera – Quando Italia Nostra afferma che la proposta di modifica al Regolamento viene condivisa solo con una parte, i cavatori, dice il vero. Lo stesso Martinelli lo ammette, sia pure indirettamente, nella mail da lui postata su fb, dal momento che questa si riferisce al Regolamento 2020. Quando l’assessore invita le associazioni ambientaliste a partecipare alle sedute della Commissione consiliare getta la palla fuori dal campo, nasconde la gaffe. Perché, se la Commissione consiliare è giustamente la sede istituzionale più appropriata per discutere i temi della città, la “casa di vetro”, allora lo è per tutti, non solo per alcuni; ed invece, ad altri vengono concessi colloqui riservati. Se la commissione consiliare è l'agorà, signor sindaco, le chiediamo di convocare i portatori di interesse – tutti -, in quella piazza: Italia Nostra ci sarà – continua la lettera – Entrando nello specifico delle modifiche proposte, rileviamo che dal Regolamento è stato stralciato il seguente capoverso:”Non sono ammessi interventi aventi ad oggetto la realizzazione di opere pubbliche già incluse nel Piano Triennale delle opere pubbliche del Comune di Carrara”. Ci partecipi tutti: lo stralcio vuol dire che la comunità dovrà essere grata ai privati cavatori se saranno costruite scuole, marciapiedi, palestre, piscine, teatri, asili, rotatorie, argini e sponde? Cioè, quelle opere pubbliche di cui abbisogna il Comune verranno realizzate dai cavatori? Perché, se è così, se saranno loro a realizzare tutto ciò, tanto vale consegnare loro le chiavi della città». «Ed ancora – concludono – Viene rinviato al 31 marzo 2022 il termine ultimo per presentare al Comune la documentazione necessaria alla stipula della convenzione per l’incremento temporale della concessione fino a 25 anni: un ulteriore rinvio a favore dei concessionari? – si legge ancora nella lettera – Infine, cosa che, ancora di più, fa apparire questa modifica apportata un dono esagerato ai concessionari: “Nell’ipotesi in cui il progetto presentato ed approvato non possa essere attuato totalmente o parzialmente per cause non imputabili al concessionario, è facoltà dello stesso proporre modifiche e/o presentarne uno nuovo al fine di conseguire i correlati incrementi temporali”». «Gentile sindaco, cosa dovrebbe mai accadere per una simile catastrofica evenienza che consenta ai cavatori di procrastinare nel tempo indeterminato gli impegni assunti? Un’altra alluvione? Non possiamo accettare questo ennesimo immenso regalo, lasciando la città sospesa ai loro desiderata incompiuti. Assolutamente no. Queste modifiche al Regolamento ci lasciano attoniti, ancor più del canale preferenziale che ha indotto l’assessore Martinelli a condividere con i soli cavatori il futuro della città. È giusto tutto questo, signor sindaco? Carrara, la sua, la nostra città lo merita? Carrara le chiede risposte. Non perseveri in un pesante e non accettabile silenzio – aggiungono hli ambientalisti – Gli “industriali del marmo” sono invitati a presentare progetti credibili, che la comunità valuterà come perseguibili, che il ruolo amministrativo considererà fattibili».

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