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Multe a quattro distributori «Norme troppo farraginose»

Multe a quattro distributori «Norme troppo farraginose»

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massa. «Nulla da eccepire per le sanzioni ai furbetti, ma attenzione a fare di tutta un’erba un fascio, specie quando in ballo ci sono norme farraginose e complesse». Ad intervenire, dopo le quattro sanzioni ad altrettanti distributori di carburante, è Adriano Rapaioli, responsabile Toscana Nord di Faib, il sindacato dei gestori di carburante per Confesercenti. Le sanzioni sono state elevate dalla guardia di finanza per la mancata comunicazione delle variazione dei prezzi.

«Basta criminalizzare la categoria – prosegue Rapaioli– bene punire coloro che ingannano i consumatori sui prezzi quando non c’è corrispondenza tra quello esposto sul piazzale e quello erogato dalla pompa, ma tante infrazioni riguardano il presunto obbligo di comunicazione al Mise in assenza di variazione dei prezzi». La normativa prevede infatti che, trascorsi 7 giorni, il gestore dell’impianto debba fare, anche in caso di assenza di variazione, la comunicazione dei prezzi al Ministero per lo Sviluppo economico. E sembrerebbe che nei 4 casi contestati si siano verificati episodi del genere con la sanzione per mancata comunicazione, e non per una tariffa discordante. Un altro caso, per cui è scattata sanzione, riguarda il cartello dei prezzi esposti sul piazzale. La normativa prevede un preciso ordine delle tipologie di carburanti da elencare, solo che la compagnia aveva inviato un’insegna con un ordine diverso. E anche in questo caso è scattata la sanzione. Solo che è passata l’idea – spiega Rapaioli – che questi distributori fossero dei “furbetti”. Sulla normativa che disciplina la pubblicizzazione dei prezzi dei carburanti il sindacato ha già da tempo presentato ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia, nonché al Comando generale di Finanza ed al presidente di Anci la proposta di revisione. Nulla da dire se venissero rilevate violazioni dei prezzi esposti con i prezzi praticati, ma occorre considerare che la normativa al riguardo è complessa e soprattutto inutile per la trasparenza nei confronti dei consumatori finali. La nostra categoria è l’unica, nel segmento della distribuzione di beni e servizi di largo consumo, ad essere obbligata a trasmettere tempestivamente i prezzi settimanali, nelle molteplici modalità. Un groviglio di norme, decreti, rinvii a sistemi sanzionatori previsti da disposizioni legislative spesso contrastanti che andrebbe semplificato, anche alla luce di una verifica concreta del fine ultimo che tali normative dovrebbero cogliere: la tutela della buona fede del consumatore».

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