Il dolore
Juri Gorlandi rimette tutte le deleghe
lunigiana. Non sarà un terremoto, ma certo è una scossa. Come una scossa è stata la decisione di Jacopo Ferri, sindaco di Pontremoli di auto sospendersi, poco dopo la sua elezione alla guida del Comune, da Forza Italia. A seguito dell’annuncio del nuovo coordinamento del partito, Ferri ha spiegato di faticare sempre più a riconoscersi «politicamente e umanamente, in questo modo di agire». Adesso sempre in Lunigiana, sempre in Forza Italia, un altro sommovimento: lascia tutti gli incarichi nel partito l’aullese Juri Gorlandi.
«La politica, quella vera – scrive in una lettera – è fatta di passione ed impegno. Sono passati più di 15 anni da quando ho scelto di rappresentare Forza Italia, un’esperienza bellissima che mi ha portato soddisfazioni, permettendomi di convivere ogni giorno con le necessità e i progetti del mio territorio e della mia terra, un punto di vista privilegiato che mi ha arricchito sin dall’adolescenza di responsabilità e voglia di essere utile agli altri».
«Ho rappresentato la mia città e la mia provincia con infinito orgoglio – prosegue Gorlandi – nei momenti tragici come la presidenza della Commissione di Inchiesta Provinciale sul Carrione, come nella difficile transizione dell’assetto delle province da membro del direttivo nazionale Upi (unione province italiane ndr); a tutti quelli che hanno condiviso con me un pezzetto di questa lunga strada auguro ogni bene».
Poi il ringraziamento: «Ringrazio il presidente Berlusconi, uomo generoso e lungimirante, per aver sempre creduto in me, così come tutti i dirigenti e parlamentari del nostro partito, i cittadini e la stampa, la passione rimarrà sempre viva, ma la serietà impone davanti agli impegni e le responsabilità lavorative sempre più serrate di questi tempi e del futuro di fare un passo indietro e rimettere ogni delega locale, regionale e nazionale».
Un passo indietro, insomma, legato a motivi lavorativi, ma che contribuisce, dopo la scelta di Ferri, a ridisegnare nuovi scenari in Forza Italia.
R.M.
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