Attenzione
«Circondato da 15 ragazzi, colpi e calci alla mia auto»
Lo scrittore carrarese Michele Lazzerini stava raggiungendo degli amici «Quei giovani erano in mezzo all’Aurelia, non mi facevano passare»
Circondato dal “branco”. Attorniato, lungo la via Aurelia, a pochi metri dalla prima deviazione per Fosdinovo, da una quindicina di ragazzi che si sono messi in mezzo alla strada impedendo il passaggio e prendendo a calci e pugni la sua auto.
È successo la notte del 31 dicembre e a raccontarlo è il protagonista di questo episodio, lo scrittore carrarese Michele Lazzerini.
«Era passata da poco la mezzanotte e andavo a salutare degli amici al ristorante, questione di cinque minuti, tanto la strada era deserta. Almeno così pensavo invece, oltre la pioggia, fitta ma fine, che formava una leggera foschia illuminata dalla luce dei lampioni, mi sono accorto che al centro della carreggiata si muovevano delle sagome e lo facevano senza spostarsi, come se stare di notte in mezzo alla strada, fosse un modo alternativo di utilizzarla, o come se in quel punto, finisse un mondo e ne cominciasse uno del tutto opposto.
Saranno stati quindici, o venti ragazzi, nessuna intenzione di sgombrare, tutt’altro: con fare alieno alla normalità, si sono mossi verso di me che, senza fermarmi, avevo rallentato continuando a passo d’uomo. Nei loro occhi c’era qualcosa di differente dai fumi dell’alcool, sembravano morti viventi all’attacco della mia auto, sembrava il balletto di Thriller, la canzone di Michail Jackson. Coi palmi battevano sulla carrozzeria. Avevo davanti lo spettacolo tetro di un branco di lupi alienati. Uno di loro mi guarda irridente dall’altra parte del vetro ed io, altrettanto irridente con la lingua gli faccio uno sberleffo e ancora, mentre un secondo m’insegue correndo, sempre colpendo la carrozzeria, lo saluto con la mano fuori dal finestrino. Forse l’avevo scampata bella, eppure, essermeli lasciati dietro in balia della loro Arancia meccanica, non mi ha procurato sollievo. Ha prevalso il senso d’amaro in bocca».
«Ho continuato per la mia via, la mente nelle mie riflessioni, in senso opposto corrono gli anabbaglianti della pantera della polizia che, per caso oppure no, inevitabilmente andava ad incontrarli. Potrei abbandonarmi alla retorica del non c’è più religione, al facile vittimismo generazionale, che vede nei ragazzi una massa di irresponsabili, immaturi, in questo caso pericolosi. Eppure non generalizzo. Ed ho fiducia, tanta, che i giovani siano ben altro».
Alessandra Vivoli
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